Sempre più tedeschi in fuga verso l’estero

Salvo Mazzolini

da Berlino

Da paradiso per chi scappa dal terzo e quarto mondo in cerca di lavoro e benessere, la Germania sta diventando un Paese che esporta braccia e cervelli. Un Paese sempre meno di immigrati e sempre più di emigranti. Una tendenza allarmante confermata dalle statistiche del 2005: 145mila tedeschi si sono trasferiti all'estero per costruirsi un futuro migliore. Solo negli anni difficili dell'immediato dopoguerra si registrò una fuga così massiccia. E insieme ai tedeschi che espatriano, aumenta anche il numero degli stranieri che lasciano la Germania. L'anno scorso sono stati 483mila. Un altro record.
Una perdita enorme per l'economia e per gli equilibri demografici della popolazione, dice Klaus Bade, studioso di flussi migratori dell'università di Osnabrück. Anche perché, tra i tedeschi, ad andarsene non sono solo disoccupati in cerca di lavoro o anziani che preferiscono godersi la pensione là dove c'è il sole. Una percentuale rilevante è costituita da lavoratori qualificati, da ingegneri, medici, informatici, manager, da tedeschi che hanno già un lavoro ma guardano con preoccupazione al loro futuro in patria e preferiscono andarsene nella speranza di trovare all'estero una sicurezza che a casa loro non avrebbero più.
Secondo una statistica dell'Ocse, la Germania è il Paese europeo che negli ultimi anni ha registrato la perdita più alta di professionisti. L'America è la meta più ambita per le opportunità che offre, seguita dalla Svizzera e dell'Austria, dove la comunità dei «Gastarbeiter» tedeschi, facilitati dalla assenza di barriere linguistiche, ha superato nel 2005 quella dei turchi. Ad alimentare il fenomeno contribuisce anche il prestigio del made in Germany che si estende alle persone. Il fatto di essere tedesco viene considerato una garanzia di disciplina e serietà rendendo più facile l'accesso al mercato del lavoro negli altri Paesi.
A Berlino è addirittura sorta un'agenzia di collocamento per i tedeschi che vogliono emigrare. Secondo la direttrice, Monika Schneid, sono in forte aumento sia le richieste di chi cerca lavoro all'estero sia le richieste di ditte straniere che cercano personale tedesco. Per l'economia tedesca c'è comunque una consolazione. Il numero degli extracomunitari che continuano ad arrivare è sempre superiore a quello degli stranieri che rimpatriano e dei tedeschi che espatriano (707 mila nel 2005). Ma è una magra consolazione perché la stragrande maggioranza dei nuovi arrivati è costituita da lavoratori non qualificati.