Sempre più Totimania Al museo in tre giorni oltre 10mila visitatori

L’ex-Squalo del Mediterraneo è stato la superstar del Ferragosto ambrosiano. E in settimana partono i lavori per la sistemazione definitiva

Com’era ampiamente prevedibile, dopo la folla di 150mila persone che ne aveva seguito lo spettacolare approdo notturno, è stato il sommergibile Enrico Toti la vera star di un Ferragosto milanese dalla temperatura mite e dal cielo sereno. Al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia, nella sola giornata di domenica avevano varcato il portone di via San Vittore 21 ben 5mila visitatori (4.955 la cifra esatta dopo la chiusura alle 19.30). E anche lunedì la curiosità di vedere da vicino l’ex-Squalo di ferro ha spinto quasi 3.500 persone a trascorrere in modo insolito il tradizionale giorno di festa. Un flusso di visite che non si è interrotto neppure ieri, anche se in misura ridotta, per cui si può calcolare che nei primi tre giorni nella sua nuova casa il sottomarino sia stato visto da oltre diecimila persone.
Insomma, sull'onda dell'«effetto Toti», della Totimania, i milanesi hanno anche un po’ scoperto e riscoperto il loro Museo «Leonardo da Vinci», uno dei più importanti d’Europa. E accanto a loro centinaia di cittadini provenienti dalle province e regioni vicine, ma anche tante persone arrivate da località lontane che hanno deciso di fare tappa a Milano. Non sono mancate, poi, decine di turisti stranieri con i giapponesi tra i più numerosi. Tutti hanno potuto ammirare il sommergibile posteggiato, ma anche i laboratori interattivi (lunedì carta e biotecnologia), le collezioni storiche, gli aerei e le navi.
Il Toti dunque ha fatto da catalizzatore, «dirottando» poi l’attenzione dei visitatori anche sugli altri dettori del Museo. E, insieme al sommergibile, è stato il padiglione ferroviario con le sue locomotive a riscuotere il successo maggiore.
Nei prossimi giorni il lungo siluro d’acciaio lascerà il suo carrello milleruote, dove è tuttora posteggiato, per essere ancorato, alloggiato sui plinti in cemento armato e le selle in acciaio già realizzati, attorno a cui verrà poi costruito il definitivo percorso di visite. Durante i lavori di musealizzazione verrà ovviamente rimontata anche la vela con la scritta «S-506» che nel tragitto cittadino ha viaggiato in coda al convoglio. Anche questa operazione di spostamento, che dovrebbe avvenire in settimana, interesserà i tecnici della Fagioli, l’impresa che si è impegnata a trasportare il Toti per oltre 90 chilometri, dal porto di Cremona a via Olona.
Il vero debutto del sommergibile, inteso come oggetto da museo visitabile anche internamente, dovrebbe avvenire il 7 dicembre, festività di Sant’Ambrogio, in concomitanza con la prima della Scala. Solo allora - ovviamente a piccoli gruppi di una decina di persone accompagnate da due guide - l’Enrico Toti svelerà anche ai profani tutti i segreti del suo affascinante interno, della dura vita sottomarina, degli spazi sfruttati fino all’ultimo centimetro cubo, dei letti estraibili come cassetti, della girandola di tubi, cavi e strumenti.