Sempre più violenze a Milano ma Amato non manda rinforzi

Milano ha problemi di sicurezza più gravi delle altre città a causa della presenza di molti immigrati. Ecco perché, in controtendenza rispetto al resto del Paese crescono i reati di violenza sessuale e i danneggiamenti quali macchine bruciate e vetrine frantumate. La diagnosi è di Giuliano Amato, che ieri ha presieduto il Comitato per l’Ordine e la sicurezza: «È una città diversa perché attira molta immigrazione e una conseguenza è il tasso di criminalità più elevato della media». Ma il ministro dell’Interno non può permettersi di prendere impegni. Al contrario, alla fine del vertice con il prefetto, Gian Valerio Lombardi, il sindaco, Letizia Moratti, il presidente della Regione, Roberto Formigoni e il presidente della Provincia, Filippo Penati, mette le mani avanti: «Sono prudente nel fare promesse prima della legge finanziaria». Parole che fanno temere che la città non possa contare sull’aumento delle forze dell’ordine chiesto più volte dal sindaco e dal presidente della Regione. Il ministro nell’attesa invita a «razionalizzare le risorse» e a «combattere il lavoro nero», secondo lui ciò che più attrae gli immigrati.
La Moratti usa toni garbati ma non nasconde il disappunto: «Ho sollevato un problema concreto e mi attendo risposte concrete. Si sente la mancanza di forze dell’ordine sul territorio». Formigoni insiste: «Chiediamo di potenziare presenza e raccordo sul territorio». L’allusione alla manovra non li rassicura. «I ministri normalmente quando lavorano alla redazione della legge finanziaria, non riescono a dare risposte concrete ai problemi» dice la Moratti. Formigoni rimanda il giudizio: «Tra due settimane dovranno presentare la finanziaria, vedremo se gli impegni troveranno conferma». Più fiducioso Penati, che comunque condivide la sostanza: «Violenze sessuali e danneggiamenti creano grave allarme sociale e immedesimazione. Il ministro si è impegnato a mettere i problemi della sicurezza a Milano tra le priorità della finanziaria». Il vicesindaco, Riccardo De Corato, è tranchant: «È preoccupante che il ministro dell’Interno dichiari di non conoscere la finanziaria. E allo stato le sue enunciazioni rimangono tali».
Al momento l’unica concessione concreta del governo riguarda l’organico aggiuntivo dei due commissariati di Primaticcio e viale Monza, in tutto cento agenti, e centocinquantanove nuove auto. «Un tampone per Milano» ammette lo stesso ministro. Per il resto Amato pensa di guadagnare altri centosettanta uomini spostandoli dagli uffici sulle strade. Ma alleggerire l’attività amministrativa delle questure (uffici immigrazione e rilascio dei permessi di soggiorno) rischia di far gravare queste incombenze sul Comune. Sui Cpt Amato fa addirittura marcia indietro: invece di garantire l’apertura di nuovi centri di permanenza temporanea, pensa di differenziare le strutture per chi ha commesso reati, chi chiede asilo, chi è appena arrivato. Difficile mettere in pratica a breve il progetto, soprattutto se si pensa che in tutto il Nord esistono solo tre centri di permanenza temporanea.
Il ministero dell’Interno e la Regione firmeranno a breve un patto sulla sicurezza integrata. «Un patto istituzionale fatto di azioni preventive e repressive insieme» commenta Amato. Formigoni ne è soddisfatto: «È un accordo innovativo e moderno che avrà al centro la sicurezza per tutti i cittadini e su tutto il territorio: sicurezza integrata e quindi contro la criminalità, naturalmente, ma anche sicurezza ambientale, urbana, sicurezza rispetto all’abusivismo, alle contraffazioni, sicurezza stradale». L’accordo prevede forme di collaborazione per le polizie locali e di sinergia con le altre forze, forme di accesso al data-base del ministero dell'Interno e Programmi di azione annuale.