«Senato addio Farò in Lombardia le mie riforme»

In 157mila hanno partecipato alla consultazione sul futuro del governatore: l’84% dei votanti gli ha chiesto di restare al Pirellone

«Non puoi andartene! Non ti senti forse sufficientemente amato da noi milanesi?». Dopo aver letto la lettera accorata di nonna Adalgisa che gli implorava di restare al Pirellone e lasciar perdere di fare il senatore, il governatore - anche se, da un pezzo, aveva già deciso cosa fare da grande - non poteva che confermare la propria scelta: starsene altri 4 anni al Pirellone, a governare «con la forza di tre ministri» (parole sue) la Lombardia. Dove vuole che resti l’84,8 per cento di quei cittadini che, la scorsa settimana, hanno partecipato al referendum volontario organizzato da Roberto Formigoni per capire se la propria decisione era condivisa dall’elettorato.
Una consultazione assolutamente volontaria alla quale, in soli 7 giorni, hanno aderito ben 157.812 cittadini, e non solo lombardi, a cui si aggiungono le oltre 27mila persone che hanno sottoscritto sul sito della consigliera Ferretto la petizione per convincerlo a restare in Regione. A invitarlo a restare lì dov’è (qualcuno anche in modo ironico, «ma è normale che sia così» ci ha riso sopra l’interessato) sono stati anche dei romani, molti campani, dei siciliani, ma soprattutto tanta gente del Nord. Che pur di far conoscere al governatore il proprio pensiero ha usato tutti i mezzi a disposizione: da internet (partecipando al referendum online organizzato su radioformigoni.it) usato dal 25,7% dei votanti, con un sms (il 19,3%), con un fax (15,3%), lasciando un messaggio in casella vocale (8,5%) ma soprattutto facendo pervenire al trentesimo piano del grattacielo Pirelli le schede prestampate (ben il 31,2%), ritagliate dai quotidiani o ritirate nei gazebo. O anche inviando una semplice lettera, come ha fatto nonna Adalgisa.
«Anche in forza del sostegno indiscutibile offerto da questo referendum, oggi ho inviato a Roma le mie dimissioni da senatore» ha annunciato ieri Formigoni, alla presentazioni dei risultati. Praticamente un plebiscito affinché non si trasferisca a Palazzo Madama, dove lo sostituirà il senatore Del Pennino. «Al presidente Marini, che mi ha telefonato stamani, ho spiegato la mia scelta, dicendogli che continuerò ad impegnarmi per la riforma del senato in senso federale, dove dovranno avere un posto di diritto tutti i governatori».
Ma ai lombardi che hanno preteso la sua permanenza al Pirelli, ha spiegato che resterà in Regione «per governare al meglio la Lombardia con un vasto programma di riforme, ma anche per costruire una nuova Casa delle Libertà», diventato ormai la sua prima mission politica. Un nuovo impegno al quale inizierà a lavorare dopo il referendum sulla devoluzione «quando sarà tempo di bilanci e analisi: bisognerà pensare come intercettare nuovi consensi». Per farlo Formigoni ha annunciato che potenzierà - tecnologicamente e con nuovi programmi - la propria radio sul web. «Mi costa una bella cifra - ha confidato - ma ne vale la pena, perché ti permette di avere un contatto diretto con la gente». E non solo coloro che lo hanno pregato di restare a Milano.