Il Senato approva il decreto sugli sfratti

Roma - Via libera definitivo del Senato al ddl che contiene la proroga di otto mesi degli sfratti per gli inquilini più disagiati e la predisposizione di un piano nazionale di edilizia presidenziale pubblica. Il gruppo di An ha votato con la maggioranza. Forza Italia, Lega e Udc si sono astenute. I sì sono stati 197, i no 4, gli astenuti 105. Il periodo di blocco degli sfratti sale a 18 mesi nel caso in cui il locatore sia una grande proprietà, come casse professionali e previdenziali, compagnie di assicurazione, istituti bancari, società che gestiscano patrimoni immobiliari. Beneficiari sono singoli o famiglie con un reddito annuo lordo complessivo inferiore a 27mila euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66% e a chi abbia, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico. Purché non siano in possesso di altra abitazione nella Regione di residenza. Dovranno inoltre essere residenti nei comuni capoluogo di provincia, nei comuni confinanti con oltre 10mila abitanti e nei comuni ad alta tensione abitativa. Non solo: per i proprietari sono previsti benefici fiscali per il periodo di sospensione della procedura esecutiva: gli affitti saranno esentasse ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società (Irpef e Ires). Vi è inoltre la possibilità per i comuni di disporre nei confronti dei proprietari riduzioni o esenzioni dell'Ici. La proroga riguarda i casi di finita locazione e sono esclusi gli sfratti per morosità nel pagamento dell'affitto.

Confediliza infuriata Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, sottolinea che «la ritualità della proroga degli sfratti si è consumata una volta ancora, in spregio ad ogni diritto della proprietà e anche ad ogni diritto quesito riguardante contratti in corso e legittimamente stipulati, con una violenza che mai prima d'ora si era manifestata». Inoltre l'Associazione ricorda: «Siamo in presenza del ventunesimo provvedimento di blocco nel solo periodo che ci separa dalla legge dell'equo canone, e del provvedimento vincolistico più ampio, per durata ed estensione territoriale, degli ultimi trent'anni. Che alla sua approvazione abbiano concorso anche forze che pure dicono di ispirarsi a principii liberali e di difesa della proprietà, è un segno dei tempi e - in particolare - della confusione che regna sovrana in questo momento nel quale i principii cedono regolarmente il passo ad esigenze, o ad opportunità, contingenti».