Il Senato contro la Cassazione

Ma l’ultima parola spetta alla Consulta. Il ministro Sacconi: non sono compiti da affidare ai magistrati

da Roma

Potrebbe diventare un’iniziativa senza precedenti. Il Senato ha aperto ieri le procedure per sollevare presso la Corte costituzionale un conflitto di attribuzione con la Cassazione, dopo la sentenza che autorizza la cessazione delle somministrazioni mediche a Eluana Englaro, in coma da 16 anni. E se l’Aula dovesse decidere di proseguire con l’iter, sarebbe la prima volta che la Cassazione si troverebbe di fronte a un conflitto di attribuzione sollevato dal potere legislativo per una sua sentenza.
In sostanza, dopo la mozione del Partito della Libertà, il cui primo firmatario è stato il senatore a vita Francesco Cossiga, il potere politico vuole riservarsi la facoltà di decidere su un caso così delicato e di non lasciare ai magistrati decisioni che riguardano la vita e la morte dei cittadini. La scelta di sollevare il conflitto di attribuzione nasce nella Giunta del regolamento che ha accolto la proposta avanzata dal presidente del Senato Schifani di deferire alla Commissione Affari costituzionali la questione.
«Il Parlamento faccia quello che crede. Alla Cassazione era stata posta una domanda di giustizia e noi l’abbiamo resa». Così Maria Gabriella Luccioli, presidente del collegio della Cassazione che si pronunciò sul caso di Eluana Englaro, sulla valutazione di un eventuale conflitto di attribuzione con la Suprema Corte. «Credo che ora su questa vicenda bisogna fare un po’ di silenzio» ha aggiunto Luccioli.
Anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è intervenuto sul caso, dicendosi d’accordo con il presidente dei vescovi italiani sul no «alla consumazione di una vita per sentenza». «Credo non si possa non avvertire l’esigenza di non affidare alla magistratura un compito che non le spetta e senza l’approccio necessario di fronte ad un problema di carattere etico», ha aggiunto Sacconi.