Il Senato dà il via libera al decreto anti-violenza

da Roma

Il Senato ha approvato a larga maggioranza il decreto legge contro la violenza negli stadi di calcio. Ora il testo passa alla Camera, dove l'aula lo esaminerà a partire dal 21 marzo. Tra le novità anche un emendamento che prevede anche l'aggravante per danneggiamento ad impianti sportivi. Soddisfatto il commissario della Figc Luca Pancalli: «La linea di fermezza decisa dalla federcalcio dopo i tragici fatti di Catania - si legge in un comunicato - ha trovato pieno riscontro nell'approvazione del provvedimento con una maggioranza larghissima e trasversale a tutte le forze politiche». Ma ecco i principali provvedimenti.
Sicurezza impianti. Partite a porte chiuse per gli stadi non a norma fino alla loro messa in sicurezza. Deroga per gli abbonati se gli stadi hanno realizzato le misure di sicurezza. La messa a norma degli stadi è a carico delle società.
Biglietti. Fermo restando il divieto per le società di vendere, direttamente o indirettamente, biglietti in blocco alle tifoserie ospitate, scende da 10 a 4 i biglietti che un singolo può acquistare.
Daspo. Il divieto di accedere allo stadio per coloro che si sono macchiati di atti di violenza viene incrementato e potrà essere applicate anche ai minorenni.
Steward. Si potrà utilizzare all'interno degli stadi personale non appartenente unicamente alle forze di polizia, gli steward appunto. I club avranno l'obbligo di inviare al prefetto i nominativi degli steward per verificarne i requisiti.
Sanzioni. Pene più severe per i tifosi violenti. Chi provoca lesione a pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico potrà essere punito da 4 anni e sei mesi fino a 10 anni e sei mesi. Pene più sostanziose anche per chi reca danno a persone o viene colto nell'atto di lanciare oggetti pericolosi. Per quanto riguarda l'arresto differito, passa da 36 a 48 ore la possibilità di arrestare in flagranza di reato.
Sicurezza stadi. L'articolo 1 del decreto prevede i tornelli e maggiori possibilità di identificare i tifosi all’entrata dello stadio.
No a striscioni razzisti. Da uno a cinque anni per chi espone negli stadi e negli impianti sportivi striscioni che abbiano un'intonazione razzista o che si richiamano ad organizzazioni.