Il Senato ha approvato il Dpef

La maggioranza passa lo scoglio più duro: palazzo Madama ha detto sì con 159 voti favorevoli al documento che dovrà guidare la linea di governo dal 2008 al 2011. Ecco tutte le misure. Prodi: "Grande risultato"

Roma - Lotta al lavoro precario con la riforma della legge Biagi, riduzione delle tasse (l’Ici in particolare) e drastico taglio dei costi della politica. Ma anche un percorso «rigoroso e graduale» per il risanamento dei conti pubblici, il sostegno alle famiglie e le politiche per il Mezzogiorno. Sono questi i punti principali della risoluzione sul Dpef approvata dalla maggioranza in aula al Senato con 159 voti favorevoli, 147 contrari e un astenuto. Il premier Romano Prodi è soddisfatto: "Grande risultato".
Punti programmatici, elencati in un documento di 16 pagine, che impegnano il governo su diversi aspetti di politica economica. Dall’alleggerimento fiscale fino ai grandi obiettivi del "sistema-Paese", come il rafforzamento delle infrastrutture e la lotta al cambiamento climatico, rispettando il protocollo di Kyoto.

Lavoro precario Bisogna proseguire, dice la risoluzione, "in coerenza con il programma", nel realizzare una riforma delle leggi sul lavoro, "a partire dalla legge 30/2003 (la Biagi, ndr) e dai decreti che moltiplicano le tipologie precarizzanti". È necessario quindi "promuovere, come forma normale di occupazione, il lavoro a tempo indeterminato, riducendo le forme di lavoro flessibile, che non possono costare meno di quello stabile, e le forme di lavoro a termine".

Finanza pubblica Ribadito l’impegno a non fare una manovra correttiva per il 2008, "che non sarebbe congruente con le condizioni economiche e sociali del Paese". Occorre quindi "perseguire un percorso rigoroso, ma più graduale di quello indicato dall’Unione europea". Inoltre, nel 2008 il limite massimo del saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato deve essere stabilito in un valore non superiore a 24 miliardi.

Taglio tasse, Ici e rendite Le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, "permanenti ed eccedenti gli obiettivi di risanamento", devono essere destinate in via prioritaria alla progressiva riduzione del prelievo tributario complessivo a carico delle famiglie, in particolare di quelle numerose o incapienti, dei soggetti economicamente più deboli (giovani precari e anziani), e delle imprese". Bisogna poi "ridurre il carico fiscale sulla casa, attraverso una revisione della normativa sull’ICI" e completare con la prossima manovra la riforma delle rendite finanziarie prevedendo l’omogeneizzazione del prelievo, "con un’unica aliquota al 20%".

Costi politica Il governo deve stabilire "norme incisive per ridurre i costi della politica, comprese la riduzione degli incarichi di governo, conseguendo un risparmio a regime per almeno 2 miliardi". E deve "procedere nella riforma della pubblica amministrazione, potenziando i sistemi informativi, accorpando le strutture e riaffermando la cultura della sobrietà nella gestione della cosa pubblica".

Famiglia Bisogna definire il Piano nazionale della famiglia, "orientato a sostenere economicamente le famiglie con figli, anche in funzione di incentivo alla partecipazione al lavoro delle donne, e a rimuovere i fattori che frenano l’autonomia dei giovani". In questo contesto, bisogna "sostenere prioritariamente i redditi delle famiglie incapienti con figli, per le quali si prospetta la restituzione delle detrazioni fiscali non godute sotto forma di incrementi degli assegni familiari e, nel medio periodo, un generale rafforzamento della loro tutela economica".

Mezzogiorno È necessario "trasformare progressivamente gli incentivi previsti dalla legge 488 per la realizzazione di un credito d’imposta automatico, legato all’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato ovvero all’emersione di lavoro nero". L’esecutivo deve "predisporre un piano per il lavoro e contro la povertà, a partire dall’attuazione del reddito minimo d’inserimento e della riforma degli ammortizzatori sociali". Misure necessarie anche "per rendere efficaci gli interventi già previsti per la sicurezza e contro la criminalità organizzata".

Infrastrutture Bisogna "procedere a una maggiore selezione delle opere, indicando un ordine di priorità al fine di produrre decisioni coerenti tra politica dei trasporti e scelte infrastrutturali". È urgente, in particolare, "la riforma della Legge Obiettivo, attraverso un ddl di iniziativa governativa da presentare nei prossimi 3 mesi, per il rafforzamento della Valutazione di impatto ambientale, il ripristino della Conferenza dei servizi per coinvolgere le istituzioni locali e inserendo strumenti di controllo pubblico sul contraente generale". Inoltre, "in coerenza con le decisioni già prese per la sospensione del progetto Ponte di Messina, escludere l’opera dall’elenco delle opere della Legge Obiettivo". Un’esclusione che "coerentemente" bisogna fare anche per la Tav Torino-Lione, "essendo già stata adottata la procedura ordinaria".

Protocollo di Kyoto È indispensabile, infine, realizzare gli interventi applicativi del protocollo di Kyoto, attraverso una specifica sezione del Dpef, "che si configuri come un vero e proprio allegato, in cui siano annualmente analizzate le politiche ambientali di contrasto ai cambiamenti climatici e le diverse misure per il raggiungimento progressivo degli obiettivi nei diversi settori industriali, civili ed economici interessati". Bisogna inoltre introdurre incentivi "che permettano di spostare l’onere fiscale da tasse sul lavoro a tasse sulle attività inquinanti, climalteranti o che comportano un maggior consumo del suolo o dell’acqua". Questo per "penalizzare comportamenti negativi per l’ambiente, favorendo invece l’introduzione di agevolazioni fiscali verso interventi a carattere ambientale ed energetico tali da generare e diffondere comportamenti virtuosi".