Senato: sì al ddl StabilitàL'esordio di Monti in AulaUe: "È la direzione giusta"

Via libera di Palazzo Madama alla legge Stabilità, che ora passa all'esame della Camera. Debutto di Monti come senatore a vita. Van Rompuy: "Servono riforme, non elezioni"<strong></strong><strong></strong><strong></strong>

Il ddl Stabilità è stato approvato con 156 voti favorevoli, 12 voti contrari e 1 astenuto. I gruppi di maggioranza hanno votato a favore. I senatori del Pd e del Terzo Polo sono rimasti in Aula ma non hanno partecipato al voto. L’Idv, invece, ha votato contro. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera per un esame lampo. Il testo dovrebbe essere approvato domani senza modifiche. Tra le principali novità del passaggio a palazzo Madama, le misure sulle pensioni, le dismissioni immobiliari, la mobilità per gli statali, la stretta sul debito di Regioni ed enti locali, le liberalizzazioni dei servizi locali, e lo stop delle tariffe minime dei professionisti.

Già domani alla Camera, a meno di cambiamenti improvvisi, la pratica del ddl Stabilità dovrebbe essere archiviata. In tempo per aprire la crisi di governo, come da impegni presi con il Quirinale.

Oggi è anche il primo giorno di Mario Monti. Non ancora al governo, ma di sicuro al Senato. Infatti, dopo aver lasciato il suo albergo nel centro di Roma, il professore si è diretto al Senato dove ha fatto il suo esordio come senatore a vita. Oggi l'economista parteciperà al voto sulla legge di stabilità. Il senatore a vita si è recato dal presidente del Senato Renato Schifani con il quale si è intrattenuto a colloquio e poi è stato accolto dal benvenuto ufficiale dell'Aula. 

Un applauso ha scandito l'esordio di Monti. Il presidente dell’assemblea di palazzo Madama, Renato Schifani, aprendo la seduta, ha affermato: "Siamo onorati della sua presenza. Un benvenuto di cuore mio e a nome dell’Assemblea". Poi Schifani ha spiegato che Monti non potrà trattenersi in Aula per i lavori sul ddl stabilità perché "deve seguire le procedure burocratiche del suo insediamento".

Mario Monti, dopo il debutto al Senato, è salito al Colle, ma fonti della presidenza precisano che non è avvenuto alcun colloquio tra lui e Napolitano. Il presidente della Repubblica italiana un colloquio lo ha avuto invece con il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e con il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, che cenerà a palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi. Fulcro di entrambi i colloqui è stata la situazione dell’Italia e del nuovo governo.

Proprio van Rompuy ha commentato positivamente l'approvazione del decreto al Senato: "È un grandissimo passo nella direzione giusta, contenendo le misure per riportare l’Italia sulla strada giusta e quando sarà implementata, far ripartire la necessaria credibilità". Per questo motivo il presidente del Consiglio europeo sostiene: "L'Italia ha bisogno di riforme, non di elezioni".