Senato, sì al decreto sicurezza. Proteste Idv

Via libera al dl che contiene anche la contestata norma che blocca i processi per i reati con pene inferiori ai 10 anni. Contrari Pd, Idv e Udc. Maroni: &quot;Non ritiriamo l'emendamento. Nessuno scambio con il lodo Schifani&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=271443">L'Anm precisa: &quot;Mai offerto tregua&quot;</a></strong>

Roma - Via libera del Senato al decreto sulla sicurezza che contiene al suo interno la norma blocca processi contestata dall’opposizione. Il decreto passa ora all’esame della Camera. A favore ha votato il Pdl, contro il Pd, l’Idv e l’Udc. I sì sono stati 166, 123 i no, un solo astenuto, il senatore a vita Francesco Cossiga.

Maroni: "Non ritiriamo il dl" "Ritirare le norme del blocca-processi vorrebbe dire ritirare l’intero decreto. Non vedo perché dovremmo farlo, la maggioranza ha votato compatta e non darà ascolto alle polemiche pretestuose e inutili dell’opposizione". Lo dice il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti in Senato dopo il via libera del decreto sicurezza. Riguardo alla possibilità di uno "scambio" tra lodo Schifani e ritiro delle norme sul blocca-processi, Maroni sottolinea che "se il governo deciderà di presentare un provedimento come il lodo Schifani o lodo Maccanico può farlo senz’altro, ma le due cose sono distinte e separate. Questo decreto che abbiamo approvato oggi - continua - contiene delle norme durissime contro la mafia e la criminalità organizzata". Poi sui tempi il ministro accelera: "Spero che l’iter del pacchetto sia rapido si concluda prima della pausa estiva per consentire l’entrata in vigore subito di norme importanti sulla sicurezza".

Protesta dell'Idv "Il caimano è tornato". Questo il testo di uno dei cartelli esposti in aula al Senato dagli esponenti dell’Italia dei valori al termine della seduta di questa mattina. Subito dopo l’approvazione del decreto legge sulla sicurezza i senatori dell’Idv si sono alzati in piedi e hanno esposto una decina di cartelli recanti le scritte "Vergogna" e "Il caimano è tornato". Dai banchi della maggioranza, i senatori hanno risposto al grido di "Buffoni". La situazione è tornata alla normalità quando i commessi dell’aula sono intervenuti a sottrarre i cartelli e l’assemblea è stata sciolta.

Dialogo interrotto Il decreto sicurezza ha fatto registrare il primo scontro di questa legislatura tra maggioranza e opposizione, in particolare per due punti: la sospensione dei processi per i reati commessi fino al 30 giugno 2002 che prevedono una pena inferiore a dieci anni e l’uso dell’esercito nelle città. Il punto più contestato dell’intero decreto è quello riguardante la sospensione dei processi. Saranno infatti sospesi per un anno tutti i processi per reati punibili con meno di dieci anni di reclusione che si trovano in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. Sono esclusi dal rinvio i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro minori, quelli della criminalità organizzata e tutti quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le cosiddette morti bianche. L’imputato può rinunciare alla sospensione e nel caso la prescrizione resta sospesa. Si amplia anche il numero dei reati per i quali non è concessa la sospensione della pena. Non sarà quindi più possibile sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonchè produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Per gli incensurati non scatteranno più automaticamente le attenuanti generiche, ma sarà il magistrato a valutare caso per caso. Per accelerare i processi vi è l’obbligo e non più la facoltà per il pm di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti quei reati per i quali sono previsti riti speciali.

Esercito in città Un altro argomento che ha fatto molto discutere maggioranza e opposizione è l’uso dell’esercito per motivi di ordine pubblico nelle grandi città. Saranno circa 3mila gli uomini delle forze armate per un periodo di massimo sei mesi e rinnovabile una sola volta che saranno a disposizione dei prefetti delle aree metropolitane o delle zone densamente popolate per servizi di vigilanza, a siti e obiettivi sensibili. I militari potranno anche svolgere compiti di perlustrazione e pattugliamento insieme alle forze di polizia.

L'aggravante della clandestinità Il decreto sicurezza contiene l’aggravante della clandestinità, cioè pene aggravate di un terzo se a compiere il reato è una persona presente illegalmente in Italia. La nuova aggravante di clandestinità viene applicata sia agli immigrati extracomunitari che ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea irregolarmente entrati in Italia. Una nuova figura è anche quella della pena del carcere e della confisca dell’immobile per chi affitta immobili a cittadini stranieri irregolari. Si va dal carcere da sei mesi a tre anni e la confisca del bene per chi "al fine di trarre ingiusto profitto" dà alloggio a uno straniero privo di titolo di soggiorno o cede l’immobile in locazione. Badanti e colf sono escluse da questa figura criminosa.

Giro di vite sui pirati della strada Tempi sempre più duri per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Scatterà infatti un'aggravante delle pene e delle sanzioni accessorie in caso di lesioni gravi o gravissime a persone o di omicidio colposo. Carcere da tre a dieci anni e confisca definitiva del veicolo, nonché ritiro della patente a chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe e causa incidenti mortali o con feriti gravi. Giro di vite anche per chi non si ferma a prestare soccorso in caso di incidenti. Non ci sarà più, poi, solo una sanzione amministrativa ma l’arresto da tre mesi ad un anno con sospensione della patente e confisca dell’autoveicolo per chi si rifiuta di sottoporsi ai controlli antialcol e antidroga.

Cambia anche il 416-bis Infatti aumentano di due anni le pene per l’associazione mafiosa e si estende il reato anche alle mafie straniere. Sono anche previsti la confisca dei patrimoni mafiosi in via definitiva e i mafiosi già condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio. Il decreto sicurezza contempla anche procedure più snelle per l’espulsione degli stranieri. Sarà espulso chi è condannato a più di due anni di reclusione a fronte dei 10 anni previsti fino ad oggi.