Senato, Schifani è il nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"

La seconda carica dello Stato è stata eletta con 178 voti: <strong><a href="/a.pic1?ID=258271">il ritratto del presidente</a></strong>. All'apertura dei lavori a Palazzo Madama polemica tra Emma Bonino e Andreotti. <strong><a href="/a.pic1?ID=258273">A Montecitorio tripla fumata nera</a></strong>

Roma - Dall’assemblea di palazzo Madama è partito un applauso all’indirizzo di Renato Schifani, prima incerto e poi fragoroso quando il presidente di turno Giulio Andreotti ha letto il nome del candidato del Pdl: erano stati raggiunti i 162 voti necessari. Alla fine Schifani ha raggiunto quota 178 voti, 4 in più rispetto ai 174 dei senatori del Pdl, della Lega e dell’Mpa e 16 in più della maggioranza assoluta richiesta (162 voti).

L'annuncio ufficiale Un applauso corale, proveniente da tutti i banchi dell’emiciclo, saluta l’annuncio ufficiale dato dal presidente della seduta Giulio Andreotti. Tutti in piedi i senatori del centrodestra. Seduti quelli del centrosinistra che, però, si uniscono cavallerescamente nell’applauso, seppur più timido, per l’esponente del Pdl che sale sullo scranno più alto di Palazzo Madama. "Mi impegno ad adempiere il mio compito - ha detto il neopresidente del Senato - con il massimo scrupolo di garante delle regole, dei diritti dell’opposizione, della maggioranza e delle esigenze del governo. Essere il garante sarà missione principale da me più volte sentita in questa funzione".

"Stagione di riforme condivise" "Ci aspetta una feconda stagione di riforme condivise". La seconda carica dello Stato, dopo aver ringraziato il Capo dello Stato e il predecessore Franco Marini, Repubblica ed aver avuto parole di apprezzamento per la "correttezza e la compostezza" del confronto con la senatrice del Pd Anna Finoccharo, ha ricordato che la nella XVI legislatura "è indispensabile che si sappia conservare e preservare il valore della reciproca legittimazione delle parti, emerso sul finire della scorsa legislatura in occasione dell’apertura del dialogo sulla legge elettorale. Questa reciproca legittimazione - ha detto - rafforza il Parlamento, consente a maggioranza ed opposizione di operare per l’ottenimento del bene più importante e cioè la crescita del nostro Paese e l’affermazione dei valori della Costituzione repubblicana, di cui quest’anno abbiamo celebrato il 60 anniversario della sua entrata in vigore". "L’avvenuta semplificazione del quadro politico - ha affermato Marini - potrà aiutare la stabilità e potrà aprire in tempi brevi una feconda stagione di riforme condivise. La riduzione dei gruppi parlamentari potrà rappresentare una significativa facilitazione dei lavori di quest’aula e delle commissioni. Quella maturità dovrà essere la fonte primaria per alimentare la capacità di ascolto che le forze politiche oggi rappresentate in Parlamento dovranno esercitare per farsi interpreti di tutte le esigenze del Paese, comprese quelle delle minoranze oggi non più presenti". Schifani ha insistito sul tema della legalità: "Da siciliano, sento forte la necessità di un impegno crescente per la sicurezza e per l’affermazione dei valori di legalità perchè ho vissuto, insieme a tutti gli altri siciliani, il dolore di vedere la mia terra ferita, vessata, umiliata e, insieme, l’orgoglio di vedere una Sicilia che non si è mai piegata nè mai data per vinta ed è stata capace invece di rialzarsi e gridare il suo rifiuto della violenza, della prepotenza e dell’illegalità. Ed è di grande conforto vedere come nella società emergano e si moltiplichino le scelte virtuose e coraggiose di cittadini e categorie che a viso aperto si oppongono alle vessazioni della criminalità organizzata".

Conciliare lo sviluppo del Paese Conciliare lo sviluppo del Nord e del Sud è una delle priorità della prossima legislatura. "L’esistenza di una questione meridionale e di una questione settentrionale - sottolinea Schifani - appare ormai acclarata, pur nella differenza fra le due aree del Paese, e richiede interventi importanti per superare il divario fra Nord e Sud e per consentire di proseguire un percorso virtuoso di crescita che sia contestuale se non vogliamo un Paese a due velocità". "Il settentrione - prosegue l’esponente del Pdl - ha confermato di essere il cuore produttivo del Paese, crescendo nell’efficienza del sistema e integrandosi agli standard europei ma mostrando un crescente bisogno di una maggiore efficienza dello Stato e della pubblica amministrazione. Il Mezzogiorno, dal canto suo, ha dimostrato in questi anni di saper trovare la capacità di promuovere uno sviluppo fondato sulle proprie risorse rifiutando l’assistenzialismo e le prebende e pretendendo invece interventi in favore delle infrastrutture e delle imprese". "Soltanto conciliando le esigenze e rispondendo alle istanze delle due aree del nostro paese, ed impegnandoci con forza e convinzione per tessere quell’indispensabile legame forte fra Nord e Sud, sapremo onorare quell’unità d’Italia così fortemente voluta e di cui, durante questa legislatura che si apre, nel 2011, celebreremo insieme - dice ancora Schifani - i 150 anni di vita". Per Schifani "assistiamo oggi ad un rinnovato amore dei cittadini verso il proprio Paese, verso la nostra Patria; e le sempre più presenti espressioni politiche che ne mettono in evidenza i caratteri regionali e territoriali non fanno altro che esaltarne le diversità nell’unità, le ricchezze nazionali e nello stesso tempo le necessità locali".

Lotta alla mafia Un commosso riconoscimento Schifani ha offerto "a quegli eroi civili della lotta alla mafia che, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno donato la loro intelligenza e la loro vita.Tanti, troppi caduti tra magistrati, uomini delle Forze dell’ordine, giornalisti, imprenditori, ai quali ci inchiniamo riconoscenti e debitori". Persone che hanno difeso "i nostri valori più importanti, quella cioè di preservare dalla violenza e dall’oppressione criminale il nostro futuro, il futuro dei nostri figli". Dopo aver definito come "ormai acclarata" l’esistenza, insieme, di una questione meridionale e di una questione settentrionale, Schifani ha affermato che "soltanto conciliando le esigenze e rispondendo alle istanze delle due aree del nostro paese, ed impegnandoci con forza e convinzione per tessere quell’indispensabile legame forte fra Nord e Sud, sapremo onorare quell’unità d’Italia così fortemente voluta e di cui, durante questa legislatura che si apre, nel 2011, celebreremo insieme i 150 anni di vita". Il neopresidente ha difeso le radici cristiane d’Europa, perchè dimenticarle "le proprie radici significa perdere l’anima", e ha voluto concludere il suo intervento con un pensiero ai giovani, chiedendo loro di "guardare alla politica e alla forza delle istituzioni perché alle loro istanze, che sappiamo essere prioritariamente la casa, il lavoro e la cultura risponderemo con l’impegno e l’ausilio necessario di tutte le forze politiche".

La Bonino C'è stato un avvio dei lavori burrascoso a Palazzo Madama. L’esponente radicale Emma Bonino, eletta nelle liste del Pd, a sorpresa ha preso la parola subito dopo l’intervento di Giulio Andreotti (presidente provvisorio, ndr) per annunciare la propria candidatura alla presidenza. Ma Andreotti ha respinto la proposta precisando che "non si possono presentare candidature né si può chiedere la parola per dichiarazioni di voto" ad apertura di seduta.

Emergenza rifiuti L’emergenza rifiuti è il tema della prima mozione della XVI legislatura al senato presentata dal Pdl per la rimozione del presidente della regione campania, Antonio Bassolino. La mozione, presentata dal senatore paravia con la senatrice contini e altri colleghi campani, impegna il governo a sottoporre al presidente della repubblica lo scioglimento anticipato del consiglio regionale della campania e la relativa rimozione del presidente della giunta.