In Senato scoppia la rissa. "Così ci fate massacrare"

Crisi di nervi degli ulivisti: tutti contro l’Idv. L’amarezza di Bersani: "Un dibattito sul nulla". L’ira di Verdi e Prc

Roma - L’ira prende il sopravvento sull’aplomb british di Luigi Zanda. Raggiunge Nello Formisano nel corridoio del Senato e gli urla in faccia: «Ma basta! Perché presti il fianco a queste operazioni? Non lo capisci che così ci massacrano?».

È appena finita la riunione dei capigruppo che, complice il partito di Antonio Di Pietro, ha calendarizzato per il 3 ottobre un dibattito sul caso-Visco. L’Idv ha appoggiato la richiesta della Cdl di discutere la sua mozione che chiede il ritiro di tutte le deleghe al viceministro per l’Economia. Così, ha scombussolato l’Unione, costringendola alla fine a votare sì all’unanimità, per non spaccarsi.

Ma ora, tutta la rabbia repressa la sfoga il vicepresidente dell’Ulivo, che quasi aggredisce il capo dei senatori dipietristi. Il quale reagisce senza perdere la calma, difendendo il comportamento «limpido» del suo partito: «Secondo noi - dice Formisano - era necessario discutere perché non si può dare l’impressione di volersi trincerare dietro la volontà di evitare il confronto parlamentare su questioni così delicate».

A Zanda proprio non va giù il boccone amaro che ha dovuto inghiottire per spirito di coalizione. E non è l’unico. Dal vertice esce visibilmente contrariato e dice: «Ormai, tutte le settimane siamo inchiodati a dibattiti sulle mozioni, che hanno pure le loro ragioni da parte dell’opposizione, ma che di fatto impediscono al Senato di legiferare». Poi spiega che «la magistratura ha sottolineato in modo chiarissimo che Visco non ha avuto alcun comportamento illegale». E l’altra parte della motivazione, quella che stigmatizza il comportamento comunque illecito del viceministro? «Era incontinente».

Molto irritato è pure Pierluigi Bersani e non lo nasconde. «Un altro dibattito sul nulla», commenta tra i denti il ministro dello Sviluppo economico. Bersani lascia trasparire anche la preoccupazione che tutto questo possa far slittare l’esame dell’aula di Palazzo Madama del terzo pacchetto di liberalizzazioni. È convinto che la lotta all’evasione fiscale sia il vero motivo del «polverone» sollevato dal centrodestra.

Contro l’Idv si scaglia la sinistra radicale, che condanna la strana alleanza con la Cdl in conferenza dei capigruppo.
Il presidente dei senatori del Prc, Giovanni Russo Spena, parla del «tentativo di bloccare l’attività del Parlamento e soprattutto di bloccare l’attività di Visco, che sta avendo degli ottimi risultati sul fronte della politica fiscale». Per lui, «evidentemente Visco dà fastidio a molti e lo si vuole buttare giù».

Stessa linea della capogruppo dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi: «C’è un accanimento della destra, ma mi pare anche da parte di Di Pietro, nei confronti di Visco. Credo che ci siano delle lobby, di coloro che non hanno mai pagato le tasse, che stanno facendo un pressing per colpire chi meglio ha agito all’interno della coalizione». E rinnova al viceministro la sua «stima molto forte», «che non è stata assolutamente incrinata dalle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto».

Le faide interne all’Unione sono senza veli e non interessano solo i dipietristi. Il senatore dell’Ulivo Roberto Manzione dice chiaramente: «Se invece che in Italia Vincenzo Visco fosse vissuto in Inghilterra, si sarebbe già dovuto dimettere».

Formisano registra la temperatura surriscaldata nel centrosinistra e il forte risentimento verso il suo partito. Corre da Di Pietro, per consultarsi. Quando rientra nel Palazzo, cerca di calmare le acque, di minimizzare. Ai giornalisti che gli chiedono se mercoledì l’Idv voterà la mozione dell’opposizione, risponde: «Sicuramente, noi non lavoreremo per far cadere il governo Prodi». E aggiunge: «Per la verità a noi interessa poco quella mozione, ma vogliamo porre una questione politica». Da sempre l’Idv si è espresso in difesa dell’ex comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, grande accusatore di Visco e ora Formisano fa notare che dagli atti della Procura risulta, da parte del viceministro, «un comportamento “non conforme alla legge”». Ecco perché, per il suo partito, non si può dire che non è successo niente e, per non votare la mozione Cdl, ne potrebbe presentare una propria. «In questo quadro - spiega Formisano - rientra la proposta dell’Idv di rimodulare il governo, rendendolo più snello, più funzionale». C’è già una proposta alla Camera per un Prodi ridotto e sarà riproposta in Senato. Formisano chiude con una battuta al vetriolo: «Insomma, ristrutturiamo non solo Di Pietro e Bianchi, ma anche Visco. Una nostra mozione potrebbe contenere queste indicazioni. È un’idea».