Senato, spunta un dissidente nel Pdci: «Io voto contro»

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

La fragile maggioranza dell’Unione rischia di perdere un altro voto al Senato. Quello di Fernando Rossi, 60 anni, impiegato ferrarese, in rotta con il Pdci («la metastasi è molto avanzata») e contrario alla Finanziaria («così com’è non la voterò mai»). Ieri Rossi è stato sentito dalla Commissione nazionale di garanzia nell’ambito di un procedimento disciplinare che definisce «grottesco».
Di che cosa l’accusano?
«Di aver detto che “il Pdci ha metodi interni più da massoneria che da partito comunista”».
Si riferisce a episodi specifici?
«A ciò che è accaduto a Ferrara, dove per scalare la Federazione hanno iscritto gente che arriva da Forza Italia, Udeur, Psi e Psdi. Tutto in violazione delle regole interne e d’intesa con la segreteria nazionale».
Come si è giustificato con la Commissione di garanzia?
«Ho rivendicato la libertà di critica».
E loro?
«Hanno detto che un comunista non può dire queste cose sul partito. Se la menano ancora col centralismo democratico».
Com’è finita?
«Gli ho fatto una pernacchia».
Metaforica...
«... mica tanto».
Qui mi sa che finisce male.
«Il presunto verdetto contro di me è stato già anticipato sui giornali di Ferrara: espulsione».
Non ne sembra molto dispiaciuto.
«Diliberto vuol portare il partito altrove, chiudendo l’esperienza comunista in Italia».
Lei è recidivo. Non c’era già un procedimento disciplinare?
«Sì, perché ero contrario a rifinanziare la missione militare in Afghanistan. Pensavo lo fosse anche il Pdci, invece mi hanno accusato di essere contro la linea del partito».
E com’è finita?
«Nulla di fatto: il governo ha messo la fiducia e io l’ho votata. Ma sono pentito: non lo rifarò più. Chiederò il ritiro, con la fiducia o senza. E lo stesso discorso vale per la Finanziaria: così com’è io non la voto».
Che cosa non le piace?
«Dicono che è di sinistra, ma non lo è».
Far piangere anche i ricchi, come recita il manifesto di Rifondazione, non è di sinistra?
«Mah, a parte che la manovra è una telenovela e cambia tutto ogni giorno, questa soglia di 40mila euro di reddito per stabilire chi è ricco non mi convince proprio. Hanno solo spaventato il ceto medio. E sul lavoro precario non si rispetta il programma: hanno stanziato gli stessi soldi di Berlusconi. Per non dire dei tagli sulla scuola...».
Al Senato un voto può essere determinante per far cadere il governo. È proprio sicuro?
«Se la Finanziaria diventa commestibile, ne riparliamo. Questa non lo è».
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it