Al Senato Verso la fiducia sul «milleproproghe». Rivalutati gli immobili delle imprese

Per il decreto «milleproroghe» all’esame del Senato si profila il ricorso al voto di fiducia. Oggi il testo va in aula, e sono circa 700 gli emendamenti presentati. Visti i tempi stretti, il governo non sembra avere altra scelta. I tecnici starebbero già lavorando a un maxi-emendamento che conterrà l’intero provvedimento. «Spero domani che si lavori come oggi», ha commentato il presidente del Senato Renato Schifani, di fronte alle richieste di chiarimento dell’opposizione. Il decreto scade il 28 febbraio, e deve anche passare l’esame della Camera. Le modifiche approvate alla commissione Affari costituzionali sono 68, e portano il testo a una ventina di pagine.
Come si capisce dal titolo del provvedimento, si tratta di un contenitore di misure, le più varie: ieri in Commissione è stato approvato l’aumento delle imposte (le accise) sui tabacchi, in modo da assicurare maggiori entrate fiscali non inferiori a 10 milioni di euro. Serviranno a finanziare i permessi a retribuzione piena per i donatori di rene. Prorogata a tutto il 2010 l’esecuzione degli sfratti; rinviati al 2012 i tagli all’editoria.
Una delle proroghe più attese riguarda la rivalutazione dei beni immobili delle imprese, che varrà per l’intero 2010. Il valore dei beni è rivalutato con il versamento di un’imposta sostitutiva del 10%, ma non varrà per gli «immobili merce» destinati alla vendita e le aree fabbricabili. Ripartono anche le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina. Aumentano le detrazioni fiscali sul gasolio dei taxi, e restano valide per il 2010 le norme «salva precari» della scuola. Confermata la sanatoria per i cartelloni politici «abusivi». E arriva un milione per Pietrelcina, paese natale di Padre Pio.