Il senatore Astore «scrocca» un viaggio sull’auto della polizia municipale di Termoli

Un passaggio non si nega ad un amico, specie se poi l’amico è anche un importante parlamentare della propria regione. Ma la cortesia, se fatta con un’automobile della Polizia di municipale, si può trasformare in un piccolo abuso. Sui blog di Termoli si racconta del viaggio di ritorno da Roma fatto dal sindaco della città molisana, Vincenzo Greco. Il sindaco, che in quanto tale è anche capo dei vigili urbani, non era però solo a bordo dell’«auto blu». Accanto a lui, nella macchina di servizio della polizia municipale del comune molisano, qualche curioso ha intravisto e riconosciuto la figura del senatore Giuseppe Astore, parlamentare dell’Italia dei Valori ed ex coordinatore regionale in Molise.
Che ci faceva lì, a «scrocco» sull’auto riservata al primo cittadino molisano? È vero che i parlamentari possono essere scortati da auto e personale delle forze dell’ordine, ma allo stesso tempo è anche vero che gli automezzi della polizia non possono essere usati come «taxi» da onorevoli e senatori della Repubblica. Le auto della polizia municipale non possono trasportare persone estranee al comando di appartenenza, fatta eccezione per i motivi istituzionali che legittimano per esempio il primo cittadino ad usufruirne. Ma questo privilegio riguarda il sindaco, non il senatore Giuseppe Astore che quindi sarebbe un «intruso» su quell’auto blu.
Strano che non abbia fatto eccezioni Vincenzo Greco, esponente del Pd, notaio che i giornali locali descrivono come professionista «di altri tempi, austero e severo, che ha un rapporto quasi protettivo con i clienti che affollano il suo studio». Ma oltre che notaio Greco è anche politico, e in Molise - come altrove - l’alleanza tra l’Italia dei valori del senatore Giuseppe Astore e il suo Partito democratico scricchiola non poco, tanto vale tenerla in piedi almeno tra amici e compaesani. Parlando a lungo dei problemi comuni che i due partiti. Magari, in un viaggio da Roma a Termoli.