«Il senatore si deve dimettere Inaccettabile cambiare casacca»

Caro Massimiliano, ho letto la lettera del Senatore Enrico Musso, in cui chiedeva il parere dei lettori de il Giornale sul Porcellum. In attesa di leggere il parere più autorevole di altri, mi permetto di fornirti il mio, un parere da uomo della strada e non da tecnico né da politologo. A me il Porcellum fa letteralmente schifo, per i motivi citati dal Professor Musso, specialmente perché toglie al cittadino in modo brutale la sensazione di contare almeno per un voto, dichiarando in modo sfacciato l’onnipotenza di pochi uomini, autorizzati a decidere al nostro posto. Quindi mi auguro che si possa ritornare alle preferenze, magari con una sola preferenza in modo da evitare gli ignobili giochi di «combinazioni promesse e riscontrabili» di cui mi hanno raccontato persone di entrambi gli schieramenti. Però abbinerei a questa scelta un’altra: l’impossibilità di cambiare casacca.
Vorrei cioè che fosse statuito che alle Politiche (certamente a livello locale le cose potrebbero essere diverse) se il signor x viene eletto nel partito y, qualora non condivida più le impostazioni del partito stesso o comunque per qualunque ragione non si ritenga più in sintonia, debba semplicemente dimettersi e lasciare il suo posto al primo dei non eletti, ovviamente del partito y. Questo perché alle politiche nessuno viene votato in quanto signor x, ma in quanto signor x del partito y. Io scelgo, sulla base di mille considerazioni più o meno ragionevoli, per quale partito votare, e poi guardo (in un sistema non porcellumizzato) se ci sono in lista una o più persone che conosco e che stimo. Almeno io ho sempre fatto così, nella mia vita di elettore preporcellum. Questa banale regola avrebbe reso impossibili in questa legislatura le follie del Signor Presidente della Camera e le transumanze indecenti di quantità imbarazzanti di Scilipoti. Non importa infatti nulla a me personalmente se gli spostamenti sono destra-sinistra o sinistra-destra; li trovo tutti e comunque autentiche prese in giro del corpo elettorale. Tra l’altro, impedendo ope legis tali mutazioni genetiche in itinere, si potrebbero anche annullare alla radice le supposte compravendite e qualunque strumentalizzazione. Si dice sempre che uno degli elementi fondamentali sia la stabilità. Ebbene, applicando la regoletta della non possibilità di cambiamento di casacca, un governo saprebbe dal giorno del suo insediamento che per tutta la legislatura potrà contare sul numero di seggi vinti alle elezioni. È anche chiaro che la tanto vituperata Casta preferisca lo status quo rispetto a quanto io ritengo utile e sano, proprio perché nel marciume e nella poca trasparenza si possono ottenere ricompense o comunque si può «giocarsi al meglio le carte». Questa però è la visione degli addetti ai lavori, dei beneficiati; non può essere la visione di un cristiano qualunque che esprime semplicemente il proprio voto per un Partito.