Senatori liguri con la valigia per salvare Prodi

C’è un nuovo senatore ligure che rischia il posto. Perché chissà come mai, passa sempre per la Liguria la possibile «rivoluzione» al Senato. Una «rivoluzione» dettata dal tentativo di trovare qualche stampella al governo, di ricreare una maggioranza che non c’è più. La soluzione più immediata sarebbe quella di accogliere i ricorsi per la sostituzione di nove senatori che sarebbero stati proclamati eletti in modo errato. Nel cambio, verrebbero fatti fuori il «ribelle» Franco Turigliatto e alcuni senatori di Forza Italia e An. Mentre entrerebbero Marco Pannella e altri colleghi più «allineati». Ma il cambio porterebbe anche «perdite» a sinistra. Uno dei ricorsi è infatti contro Sabina Rossa, che tuttavia sembra tranquillizzata dal fatto che l’aspirante senatrice avrebbe presentato le carte in ritardo.
I rumors dell’ultim’ora indicano a sorpresa lo spezzino Egidio Banti, Pd di provenienza Margherita, come possibile «scartato». Se il 21 gennaio la giunta per le elezioni dovesse dare parere positivo alla sostituzione dei senatori in bilico, Banti inizierebbe a fare le valigie. Per carità, poi dovrebbe essere un voto in aula (a voto segreto e quindi con lo stesso Banti nelle vesti del possibile franco tiratore) a convalidare la sostituzione, ma intanto le preoccupazioni crescerebbero. Perché tra i senatori sotto ricorso c’è anche Luigi Zanda, rutelliano di ferro, vicepresidente del gruppo Pd. Un intoccabile. Tanto che per garantirlo, nel caso lo si farebbe addirittura «ri-optare». Il passaggio va spiegato. Zanda era stato eletto tanto nel Lazio (grazie alle rinunce di Franco Marini e di Willer Bordon che avevano scelto altri collegi) quanto in Liguria (Lamberto Dini aveva optato per la Toscana). A sua volta cioè, aveva dovuto scegliere in quale collegio essere eletto e in quale lasciare il posto. Zanda aveva optato per il Lazio, lasciando a Banti il posto in Liguria. Se ora fosse coinvolto nel «valzer» dei seggi, potrebbe incredibilmente rifare la scelta e optare per la Liguria, mandando a casa Banti. Se sull’eleganza di certi artifici politici è autorizzata ogni valutazione, non ci sono dubbi sull’ammissibilità della procedura, visto che in questa stessa legislatura è stato consentito di cambiare l’opzione iniziale al senatore Luigi Bobba.
Gli equilibrismi per la ricerca di una maggioranza che non c’è più riguardano poi un altro «ligure» di elezione, quel Ferruccio Saro portato in Senato con i voti liguri di Forza Italia. Verso di lui, già «prestato» alla «Dc per le autonomie» che ha potuto così costituire un gruppo autonomo, dice di «guardare» Roberto Manzione, presidente dell’Unione Democratica, che prende le distanze da Lamberto Dini sulle ipotesi di caduta di Prodi, ma ammette il tentativo di dare vita a un nuovo gruppo fedele alla maggioranza grazie a nuovi arrivi dal centrodestra. Campagna acquisti in corso, anche se lo stesso Saro, al Giornale, ha recentemente ribadito che di qualunque gruppo, il suo voto resterebbe sempre contrario a Prodi. Tutte le strade di Roma, portano in Liguria.