Senatori a vita per ottenere la fiducia E’ l’esordio di un governo che durerà poco

Quando un governo, quale che sia il suo colore, è costretto a ricorrere al voto dei senatori a vita per ottenere la fiducia non solo non ha nessuna possibilità di durare a lungo ma, quel che più conta, è privo di qualsiasi legittimazione popolare perché non mi risulta che i vari Colombo, Levi Montalcini, Pinin Farina siano stati eletti in qualche collegio. Si dirà che, come recita la nostra Costituzione, questi personaggi hanno onorato l’Italia eccellendo nelle professioni, nelle arti, nella letteratura, nelle scienze ecc. ma, guarda caso, son tutte persone che hanno sempre votato per la sinistra quasi che, nell’ampio panorama del centrodestra, non vi fosse nessuna personalità meritevole di tale nomina. Nel Senato appena nato, i sette senatori a vita che ne fanno parte hanno votato tutti per il “sì” al governo: è scandaloso! Bene, benissimo hanno fatto i rappresentanti della Cdl a fischiare sonoramente e i fischi se li è meritati anche, direi soprattutto, il senatore Ciampi, la cui credibilità quale ex Presidente “super partes” è svanità nel nulla. Ciampi si è arruolato nell’esercito dei comunisti e degli ex comunisti. Di Scalfaro non parlo perché fa testo il suo settennato al Colle, mentre vorrei chiedere al senatore Andreotti con quale faccia tosta abbia potuto votare a favore di Prodi quando aveva accettato la candidatura a Presidente del Senato offertagli dalla Cdl. Ora attendo con “curiosità” le mosse del neo Presidente della Repubblica quando procederà alle nomine dei suoi senatori a vita.Antonio Rovani - Napoli