La senatrice patriota ora parla come una no global

RomaDa diplomatica già sposata con un diplomatico (francese) ci si aspetterebbe un po’ più di diplomazia. Invece lady Nassirya, ovvero Barbara Contini, ex berlusconiana ripassata nella padella finiana, stavolta è andata giù come un cingolato, con un ragionamento alla black bloc («Se Berlusconi avesse lasciato molto probabilmente non ci sarebbe stato il caos»). Nonostante parli fluentemente il giapponese, l’inglese, il francese e il serbo-croato, la Contini è cascata su una frase in lingua italiana piuttosto discutibile (dal Pdl le hanno consigliato «un immediato trattamento sanitario»). Un incidente forse dovuto alla sua scarsa dimestichezza con la politica attiva, mestiere che fa solo dal 2008, quando Berlusconi la candidò capolista al Senato in Campania, ammirato dalle sue competenze in politica estera (nel 2004 fu nominata responsabile delle forze di occupazione a Nassirya). Già prima della candidatura il Cavaliere l’aveva selezionata, dandole un incarico di inviata speciale della presidenza del Consiglio nel 2005 in Darfur. Due anni dopo entra proprio nel partito, ancora Forza Italia, come responsabile di Azzurri nel mondo. Incarico che lei accettò con grande gioia, a dir poco: «Ringrazio il presidente Berlusconi - fece sapere con un comunicato - per questo importante incarico che mi consente di mettere a disposizione di Forza Italia e del nostro paese la mia lunga esperienza nelle missioni internazionali. È un onore, per me, poter lavorare in un partito liberale, moderno ed europeista, saldamente ancorato all’alleanza con gli Stati Uniti ed il mondo anglosassone merito del solco sapientemente tracciato da Berlusconi, che nei suoi cinque anni da premier ha saputo restituire prestigio alla politica estera italiana».
Poi, nell’ultimo periodo, la svolta finiana, abbracciata da Lady Nassirya, adesso ferocemente antiberlusconiana. E che ora parla come Vittorio Agnoletto (dice: «I giovani hanno ragione, l’ira spropositata è la prova provata che questa generazione non accetta più vecchi incapaci di cambiare e vedere il futuro»), lo stesso che nel 2004 chiedeva le dimissioni della «cosiddetta governatrice di Nassiria». Fatti molto recenti, perché ancora nell’aprile 2010 la Contini era una pretoriana del berlusconismo, indignata anzi da certi omuncoli che ambivano ad oscurarne la gloria. «Delusione, tristezza e vergogna davanti agli italiani - tuonò da senatrice Pdl - oggi è stata l’ennesima conferma dell’esistenza di piccole lobbies di politicanti autoreferenziali esclusivamente con ambizioni personali privi di vero interesse nei problemi del Paese. Il presidente del Consiglio Berlusconi non merita piccoli uomini a cui troppo ha dato».
Salvo pentirsene due mesi dopo, e scoprire (passando dal Pdl a al Fli) che nel partito di Berlusconi, in cui da donna aveva militato sino a quel momento, le donne sono praticamente escort. «Non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo franco e dialettico, in modo diretto - sentenziò - nel Pdl non amano le donne forti, in gamba, le donne con idee. Ne hanno paura». Avrà anche fatto «sei master nazionali ed internazionali in negoziazione», ma quanto a diplomazia non brilla.