È il seno il segreto dei veri successi

RUMORI Tutti hanno diritto al silenzio, nessuno al frastuono. Non suonate, nel cuore della notte, il clacson perché il guardiano del garage vi apra: procuratevi una chiave, assicuratevi un guardiano insonne, o rientrate di buon’ora. Non fate tuonare o rombare il vostro moto-scooter richiamando l’attenzione del vicinato dormente sulla vostra arrogante piccola persona, sulla vostra fastidiosa macchinetta, sulla vostra educazione trascurata. Non gridate, né di notte, né di giorno. Non sbattete le porte. Non chiamate dalla via gli amici del sesto piano. Non raccontate in tram le vostre avventure. Non cantate in treno. Non giudicate sordo il vostro prossimo; ma lasciate il vostro prossimo cullarsi nell’illusione che siete muti, o irreprensibilmente delicati.

SALIVA Nessuno ci pensa abbastanza. O, almeno, nessuno se ne difende abbastanza. Ci sono donne conversive, e con gli incisivi divisi in mezzo che, invece di adattarsi a un garbato silenzio, torturano i loro interlocutori con l’invio di quelli che i francesi chiamano, per cortesia, postillons. Ci sono fumatori che, se si sentono sulla lingua un frammento di tabacco, non si peritano di toglierlo, senza pensare che ci tenderanno tra poco, per salutarci, una mano non tanto piacevole da stringersi. Infine, almeno il settanta per cento dei lettori inumidisce un dito per sfogliare un libro; e bisogna notare subito che nell’altro trenta per cento si annoverano i veri studiosi, i veri amici della lettura. Uno scienziato, un bibliotecario, eviteranno sempre un gesto che sanno inutile (non si guadagna nemmeno una frazione di secondo), atroce dal punto di vista igienico, orrendo dal punto di vista estetico. \ Mi si risponderà, lo immagino, che molti fanno di peggio, perché trattano allo stesso modo le banconote, notoriamente coperte di microbi: è vero, ma i soldi si toccano raramente, e con precauzioni, e dopo averli toccati si sa di doversi lavare. Mentre non si diffida, non si dovrebbe diffidare dei libri. Propongo che ciascuno di noi, e io comincio da ora, tolga bruscamente di mano ai colpevoli il fascicolo stampato che stanno contaminando.

SALUTO E tanto per cominciare salutatevi, la mattina, in famiglia, con la massima cortesia e tenerezza e senza grugniti. «Buongiorno, mamma», «Buongiorno, papà», un piccolo bacio sulla guancia o sulla mano. Buongiorno alle persone di servizio e ai portieri, i quali ve lo augureranno anche prima di voi. Per la strada tocca, in teoria, all’inferiore (spesso inferiore semplicemente d’età) salutare il superiore, alla ragazza salutare la donna sposata. Si voleva, un tempo, lasciare alla signora l’iniziativa di salutare o no un signore: poteva temere di esser compromessa, poteva non voler esser riconosciuta... Attualmente se un signore, incontrando una signora sulla strada dove notoriamente abita un Don Giovanni, non salutasse la signora, questo significherebbe: «Ho capito benissimo che vai in un nido d’amore ma, discreto fino in fondo, fingerò di non averti vista». Quindi, meglio salutare, sempre. \ (Quello che un uomo non deve fare, mai, è guardare le altre donne mentre ne scorta una: anche se al suo fianco cammina un orribile mostro e intorno a lui sfilano meravigliose bellezze, deve dare l’impressione di aver occhi, orecchi, pensieri, solo per il suo orribile mostro). Non ci si saluta alla voce, se non tra intimissimi. Non si fanno cenni all’americana (mano agitata verticalmente) né alla tedesca (mano ripiegata all’indietro) né, evidentemente, secondo i diversi costumi politici. \

SBADIGLI Non sono assolutamente ammessi, perché è così facile soffocarli. Anche se avete denti bellissimi, non mostrateli, sbadigliando come pantere. Anche se avete voglia di irritare il vostro interlocutore, non ostentate la noia. Anche se desiderate andare a tavola o a letto, non sbadigliate per spiegare tacitamente la fame e il sonno. Infine, lasciandovi contagiare dai maleducati che sbadigliano e imitandoli docilmente, dimostrate di non avere né educazione, né carattere.

SCHIFILTOSI Se impreparati e impazienti, gli schifiltosi riusciranno insopportabili. Se, al contrario, saranno riflessivi e preparatissimi, avranno una loro funzione di vigilatori, incitatori, animatori: nessuno di noi inviterà volentieri il Conte Ottavio, che disprezza il nostro vino senza essere un vero intenditore. Ma tutti inviteranno il Conte Oreste, che impone alla conversazione un ritmo rapido, ironico, sdegnoso del luogo comune e della frase fatta. Così la perfetta esperta d’eleganza; o la maligna sublime; o la collezionista raffinata ci serviranno, volta per volta, di incoraggiamento o freno.

SCHIUMA Il bagno di schiuma può essere ottimo per farvi dimagrire leggermente e per liberare il vostro corpo di ogni impurità. Le case di bellezza dispongono di appositi motorini, che potrete comprare anche voi completandoli con appositi scendi-bagno di legno, che però vanno posti in fondo alla vasca e non fuori della...! Se non potete affrontare la spesa, procuratevi gli appositi preparati (la bottiglia per sei bagni costa mille lire), che riempiranno l’acqua di bolle, vi faranno sudare, vi stenderanno i nervi: prima di entrare nelle vostre onde spumeggianti bevete un bel bicchiere d’acqua e suderete di più, a tutto vantaggio dei vostri pori.

SCOPERTE Pericolose, quando impreviste. Io avevo sempre conosciuto la duchessa di C. come persona discorsiva, petulante e completamente stupida. Quindi, non avevo mai perso un minuto ad ascoltarla. Ma, sere fa, fui costretta per una serie di circostanze a pranzare in casa sua, con un gruppo di persone che la duchessa definì subito «i miei fedeli». Ebbene, io scoprii che per questi «fedeli» la stupida, querula, banale signora era la quintessenza della cultura, della comprensione, della genialità. Si badi, la duchessa fu durante l’intera serata sciocca come sempre, ci parlò dei grattacieli e di letteratura russa, di musica e di moda, sempre con la superficialità, la vuotaggine, la sciatteria che le conoscevamo. Soltanto, ogni sua parola, rimbalzando sul sorriso ammirato dell’ingegner W, pioveva nel cuore della signorina P quasi un messaggio divino. Il commendator X iniziava i suoi, del resto brevissimi, discorsi, scusandosi: «So che, in presenza della nostra amica, non dovrei neppur permettermi d’aprir bocca, ma vorrei conoscer la sua opinione su Picasso, per sapermi regolare... ». La duchessa sorrideva e sentenziava e veniva entusiasticamente approvata. Le ragioni del suo successo mi furono improvvisamente chiare: aveva saputo circondarsi di creature inferiori traendo dai loro consensi la forza di affrontare il mondo in genere sentendosi miracolosa. Badate, io non vi consiglio affatto il metodo della duchessa! Ma vi suggerisco di studiare le ragioni per cui esseri di scarso merito riescono ad affermarsi: quando le avrete scoperte, ve ne sarete liberati!

SEMPLICITÀ Anche secondo Balzac, lusso riservato alle persone ricchissime di denari o di sentimenti. Emanuela Castelbarco o Anna Maria Pierangeli possono vestire di cotone, abolire il trucco e i tacchi, tacere per ore, adottando cioè le apparenze di una semplicità pastorale: sono abbastanza belle, famose ed esperte per risultarne adorabili. Ma la piccola commessa, la piccola liceale cotonose, piatte e sciatte, sembreranno davvero pastore mal dirozzate perché i loro occhi mancano di luce e i loro silenzi di gravità e, vedendole passare in strada, si penserà distrattamente di loro: «Che peccato, se almeno si lavassero o facessero qualcosa per quel naso lustro... ».

SENO Secondo molte lettrici, questo libro dovrebbe esser dedicato interamente al seno, poiché lo considerano il vero segreto dei veri successi. Mi limiterò a suggerire un esercizio per lo sviluppo ed il rassodamento del seno. Sdraiatevi bocconi sul letto, in modo che seno e braccia sporgano oltre la sponda; nuotate, nel vuoto, come nuotereste in piscina (crawl). Inspirate, uno, due! Espirate, uno, due! E così avanti, cento volte.

SERVILI A qualunque costo, non siatelo mai. Talvolta l’apparenza della villania è preferibile alla realtà del servilismo. Le giovani signore che mi chiedono: «Devo alzarmi in presenza dei superiori di mio marito?», facciano uno sforzo e restino sedute a meno che, come mille volte già dissi, vedano entrare un dignitario della Chiesa o un principe del sangue. I giovanotti ambiziosi che mi domandano: «Non potrebbe procurarmi un posto di domestico presso De Sica, o Beniamino Gigli o Emilio Cecchi, perché da cosa nasce cosa, e potrei fare un film, cantare all’opera, scrivere sul Corriere della Sera?» si dedichino, piuttosto, ai rudi mestieri del macchinista, trovarobe o fattorino, tanto per restare nell’ambito delle predilette speranze. E le adolescenti che sperano di conquistare le simpatie delle donne-di-mondo, cinquantenni, ma ancora fiere di sé, non commettano l’altro errore di sorreggerle sotto il gomito, quasi dovessero, per decrepitudine, crollare. E le attricette che si affollano intorno ad Anna Magnani o Paola Borboni o Tatiana Pavlova non offrano di infilare perle, stirare merletti, rispondere al telefono, perché le illustri attrici, senza alcuna malignità, le scambierebbero per cameriere e le compenserebbero solamente con ottimi stipendi.

SERVIZIEVOLI Siatelo, se sapete esserlo con cordialità, disinvoltura e una certa quantità di orgoglio. Siatelo, se sapete esserlo con la stessa precisa sfumatura, nei riguardi del miliardario o del collega sciancato. Si badi che è molto più facile dire al povero zoppo: «Ho qui la mia Topolino, faccio la tua stessa strada, ti do un passaggio, così si chiacchiera», che non: «Commendatore, lei mi sembra stanco, vuole che guidi io la sua Studebaker?». I Servizievoli sono spesso disinteressati, non mirano né a ottenere il Paradiso, né a conquistare una promozione: è facile che il collega o il miliardario soffrano di diffidenza e sospettino calcoli deplorevoli là dove non ce ne sono affatto. Misurate, quindi, i vostri slanci sulla possibile amarezza altrui.

SGUARDO «A me gli occhi!», usano imporre gli ipnotizzatori o le ex attrici che, rispettabilissime, rispettatissime, insegnano il bel portamento alle principesse di sangue reale. Guardate sempre il vostro interlocutore negli occhi, con franchezza anche se siete falsi, con serenità anche se siete timidi. E, se siete miopi, imparate a scendere le scale senza guardare i gradini: o, almeno, le scale che fate spesso, di cui potete contare, una volta per sempre, i gradini, ripetendo il conteggio mentre dignitosamente scendete. Una goccia d’arancia, o, meglio ancora, di collirio, vi accenderà lo sguardo per un minuto: cercate di accenderlo durevolmente con l’interesse, la curiosità, la simpatia. La duchessa di Windsor imparò dal fotografo Cecil Beaton che, per esser fotogenica, deve apparire divertita, animata: osservatela, sotto il fuoco dei fotografi, ha sempre l’aria di aver appena ascoltato una storiella spiritosa.
(9. Continua)