Seno-super in 60 minuti con una sola iniezione

Addio bisturi, per aumentare di taglia basterà una puntura a base di cellule staminali

Ore 8: la lasci per andare in ufficio piatta come un ferro da stiro; ore 14: torni a casa per pranzo e la ritrovi con la foto del seno che aveva (e avevi) sempre sognato. Una foto che diventerà realtà dopo circa sei mesi. Nell’attesa le donne interessate alla «mastoplastica additiva» possono da oggi gettare il vecchio push-up, senza per questo essere costrette a subire i rischi di un intervento plastico. In poco più di un’ora, e senza l’uso del bisturi, sarà infatti possibile potenziare il proprio décolleté attraverso una semplice iniezione di un mix di cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo di bacino o pancia. Il tutto a prezzi «estremamente competitivi». C’è da crederci? E - soprattutto - c’è da stare tranquilli sotto il profilo della salute? Gli esperti assicurano che le tecniche usate in passato (dalle protesi al silicone in poi...) offrivano minori garanzie rispetto a questa «siringa» per aspiranti maggiorate. Un’infiltrazione subito ribattezzata «seno express», neanche si trattasse di un caffè o di una pizza.

Le prime donne effetto «Pamela Anderson» dovrebbero essere sfornate dagli ambulatori europei già dall’inizio del prossimo anno, almeno così assicura la dottoressa Lisa Melton sulla rivista Chemistry & Industry, il magazine della Società dell’Industria Chimica che ha pubblicato lo studio condotto dalla compagnia biotech Californiana, Cytori Therapeutics.

L’équipe della ricercatrice Melton spiega l’esperimento con parole semplici: «Basta prendere un po’ di cellule dal tessuto adiposo del bacino o della pancia, isolare delle staminali e usarle per fare un mix cellulare “amalgamato” con tessuto cartilagineo e poi iniettato nel seno. Sei mesi dopo l’iniezione di cellule sarà necessario comprare un reggiseno di due taglie in più». Secondo quanto riferito dal capo del settore Ricerca e Sviluppo dell’azienda, Kai Pinkernel, attualmente sono in corso dei test clinici su donne reduci da una mastectomia per tumore al seno, per testare la procedura, battezzata «Celution». Ma la tecnica è stata di recente approvata in Germania, quindi non appena i risultati clinici saranno definitivi, già a partire dal prossimo anno, Celution potrebbe avere libero mercato. Il metodo si basa in realtà su una vecchia idea, quella di usare il tessuto adiposo per ingrandire il seno: idea che però finora non si era rivelata utile perché le cellule del tessuto adiposo vengono riassorbite dal tessuto della mammella. Così il rimedio escogitato è stato quello di usare un mix di cellule prelevate in anestesia locale con una piccola liposuzione dal tessuto adiposo; non solo cellule adipose ma anche cellule staminali, in modo da ovviare al problema del riassorbimento. Sistemate quindi in un «involucro» di tessuto cartilagineo, le cellule vengono iniettate nel seno e nel giro di sei mesi si moltiplicano modificandone le dimensioni. Per la gioia di lei. E di lui.