Sensibile accusa ancora chi si sente «arrivato»

Parla ancora Pasquale Sensibile. Unica voce «perché così era stato deciso in questa due-giorni emotivamente difficile e per non far pensare che ci sia euforia nello spogliatoio. Euforia che non c’è». Dopo la partita in sala stampa si presenta il direttore sportivo per la disamina del match e ribadisce l’autocritica fatta nei giorni scorsi. «Io, l’allenatore, i giocatori, tutti abbiamo avuto atteggiamenti diversi. Abbiamo capire che nel calcio non c’è nulla di scontato, che non basta giocare a Marassi con la maglia della Sampdoria per avere già vinto».
E qui arriva un’altra stoccata neppure troppo velata a qualche protagonista dell’inizio di campionato. «Qualcuno si è sentito legittimato a essere alla Samp - ha sottolineato Sensibile - Qui si sta bene, occorre solo pensare a fare il proprio lavoro». E il riferimento è per tutti, per chi «alla Samp c’era già e per chi è arrivato in estate». Ce n’è per tutti. E non a caso il diesse blucerchiato sfrutta una domanda per dare merito ai giovani che hanno sicuramente dato un’altra impronta alla squadra con la loro voglia di fare. «Mi piace partire dai nomi che c’erano in campo al novantesimo - ripete Sensibile - Rispoli, Foti, Obiang, Soriano, Romero. La Samp ha lavorato bene, ha giocatori che possono garantire il futuro». Una considerazione che, sommata a un’altra fatta pochi istanti prima, assume non poca importanza. «Esclusioni importanti? Non c’è alcuna partita delicata da giocare. Finora sono stati fuori tutti, nomi eccellenti - taglia corto il diesse - Qui sono importanti tutti allo stesso modo». Il dirigente non nomina mai Angelo Palombo, il capitano escluso dalla formazione, protagonista di recenti prestazioni assai scadenti e fuori dal gruppo di giocatori che ha chiesto alla società di confermare mister Atzori. Non allineato all’allenatore, lontano dai compagni. Al capitano ieri saranno fischiate le orecchie.