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Paranormal Activity è un film da prendere con le molle. Credete per una volta ai critici che lo hanno bocciato. Davanti a una pellicola così brutta e mal girata non si capisce come abbia fatto a guadagnare più di 100 milioni di dollari nei soli Stati Uniti. O meglio, una ragione è facile intuirla e va ricondotta ad una delle più riuscite campagne di marketing della storia del grande schermo. Il film, in stile The Blair Witch Project, finge di rappresentare una coppia alle prese con telecamera per immortalare la supposta presenza di fenomeni paranormali in casa. Che sia tutto falso dovrebbe essere evidente ma non stupisce il fatto che i ragazzi facilmente suggestionabili abbiano avuto, in alcuni cinema, attacchi di panico. Senza infamia e senza lode è An education, pellicola candidata agli Oscar per film, protagonista (grande mistero) e sceneggiatura non originale (di Nick Hornby). Siamo nella Londra degli anni ’60 e la 17enne Jenny cambia prospettiva ed ambizioni quando conosce il playboy David, sullo sfondo della prerivoluzione sessantottina. Il film parte bene ma complice qualche difetto di regia declina pian piano verso una leggera noia.
I più visti a Roma dall’1/2 al 7/2 sono: 1) Avatar; 2) Baciami ancora; 3) Paranormal activity; 4) Tra le nuvole; 5) Alvin superstar 2; 6) La prima cosa bella; 7) Io, loro e Lara; 8) Il concerto; 9) Soul kitchen; 10) Bangkok dangerous.