Sensuale triangolo amoroso

Non il sipario chiuso, ma uno schermo bianco per coprire lo scenario di un crisi coniugale. Una crisi reale dell'autore narrata nell'unico testo scritto per il teatro da James Joyce, Esuli. Ma mentre Joyce nella realtà era vittima di fattori esterni nella commedia il protagonista, quando si accorge che sta per venir relegato nell'ombra della relazione incipiente della sua compagna col suo amico, si impadronisce del centro della ribalta, facendosi regista dell'intrigo che sta per nascere per prenderlo saldamente in mano. I tormenti interiori però sono tanti tanto che lo stesso Joyce definì la commedia «una rissa tra il marchese di Sade e il cavaliere Von Sacher Masoch», e in effetti i suoi personaggi, se li si guarda un po' più in profondità, sotto i loro modi compassati e verniciati da perbenismo, lasciano intravedere una realtà contorta nonché crudele. Niente di tutto questo è sfuggito a Marco Sciaccaluga che nella sua ultima regia di questa commedia ha messo magistralmente in luce il calderone infernale colmo di una brodaglia composta dei più torbidi ingredienti che ribolle all'interno del testo di Joyce. Lo ha fatto a vent'anni di distanza dall'altra sua regia dello stesso testo, in modo diverso come è giusto sia dopo così tanto tempo, di vedere la vita e fare teatro. In questa nuova produzione, come afferma il regista, c'è stata la variabile di poter guidare un gruppo di interpreti dell'età giusta, capaci di poter restituire la straziante e divertente verità di un triangolo amoroso, dove anche la pulsione erotica può emergere in modo più diretto dai corpi. Ed ecco che quello che nel testo è una potenza di fuoco, attraverso le capacità artistiche di un'ottima compagnia come quella dello Stabile di Genova viene fuori prorompente, schietta e reale, sicuramente come l'autore l'aveva sentita.
Quella forza che sta nell'incrocio tra razionalità e desiderio, che vede l'intelletto alla guida della passione si risolve egregiamente nell'interpretazione di Antonio Zavatteri nel ruolo di Richard Rowan, ma ancor di più nell'esecuzione di Lisa Galantini, straordinaria Bertha, capace di affascinare non solo marito e amante, come da copione, ma anche il pubblico che non può sottrarsi alle lusinghe ingenue e procaci che traspirano dalla sua sensuale fisicità oltre che dalla recitazione sciolta. Ad Aldo Ottobrino, Barbara Moselli, Federica Granata e al piccolo Giacomo Costella il resto delle lodi, così come il giusto riconoscimento va a Catherine Ranki per aver dato alla scenografia il giusto realismo rispettoso del testo.
Esuli è in scena al teatro Duse fino al 21 febbraio.