Una sentenza che non serve a niente

MI chiamo Concetta e vivo a Fiuggi, sono stata licenziata senza giusta causa nel 2003 solo perché sono stata male fisicamente per qualche giorno. Lavoravo in uno di quei negozi di sartoria nel comune di Ripi provincia di Frosinone, dove il datore di lavoro ti controlla anche quante volte vai in bagno e ti sta sul collo finché non è orario di uscita. Dopo 18 mesi di lavoro non solo sono stata licenziata per qualche giorno di malattia che non mi ha pagato, ma si è trattenuto le ultime tre buste paga di tre mesi da me regolarmente lavorati, falsificando addirittura gli importi e tutto questo sotto gli occhi e la presenza del maresciallo dei carabinieri del luogo, intervenuto sotto mia richiesta quindi tutto dire, o no? Vado in causa (vertenza) presso il Tribunale civile di Frosinone un avvocato della Cgil, non vi dico quanti giudici sono cambiati, quante volte non si sono presentati e quante volte rinviata la causa. Alla fine del 2013 il giudice fa la sentenza, mi da ragione, il mio datore di lavoro dovrebbe darmi il maltolto, macché. Lui nel frattempo ha cambiato intestatario della società, l’ha intestata a un novantenne di Roma che è morto e quindi l’avvocato mi ha riferisce che ormai non si può fare più niente, dice: dove la mando la sentenza? Questa è la mia storia, ho cercato di essere più sintetica possibile, penso che capirete la mia rabbia di fronte alle lungaggini dello Stato e al suo menefreghismo, perché questo ha permesso a quel delinquente di farla franca alla faccia della povera gente e della giustizia visto il tempo che ci vuole per avere una sentenza. Loro i delinquenti hanno tutto il tempo di fare quello che vogliono. Chi mi risarcisce? Lo Stato che è buono a chiedere solo le tasse e a non tutelare i suoi cittadini onesti? Credo che parte della mia vita sia rassegnata, spero però che qualcuno possa prendere questo mio racconto e darmi quella giustizia che merito e che sarebbe un mio diritto.

Commenti

diegom13

Sab, 11/01/2014 - 13:27

Ah, questa dei prestanome per le aziende è un prassi che in Italia era (e sono certo che sia ancora) molto diffusa. Io stesso persi quattro mesi di stipendio (ovviamente il datore non pagava mai a fine mese, e il ritardo si ampliava progressivamente). Quando andai a fare le visure in Camera di Commercio capii subito che non c'era niente da fare. Nessuno dei dirigenti reali vi compariva, e i "responsabili" erano tutta gente degli anni '20- '30 o nullatenenti. In causa non ci sono nemmeno andato, me l'hanno sconsigliato. Non posso quindi accusare la giustizia, ma un sistema più complesso di assenza di tutele.