Sentenza Diaz: "Giustizia è fatta". "No, è vendetta no global"

La politica si divide dopo la sentenza della Corte d'appello di Genova sull'irruzione della polizia alla scuola Diaz, durante il G8 2001. C'è chi parla di trionfo della legalità e chi, invece, punta il dito contro la "vendetta dei no global". Il sottosegretario Mantovano: "I poliziotti resteranno al loro posto"

Milano - La sentenza della Corte d’appello, che ha ribaltato quella di primo grado sull’irruzione nella scuola Diaz condannando anche i vertici della Polizia di Stato, ha suscitato una forte contrapposizione anche a livello politico, com'era inevitabile. C'è chi parla di trionfo della legalità, contro i soprusi delle forze dell'ordine, e chi, invece, sottolinea come la sentenza sia, in un certo senso, una "vendetta dei no global". E' molto difficile, nelle reazioni politiche, trovare posizioni moderate. Intanto il governo, attraverso il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, fa sapere che i "poliziotti resteranno al loro posto", confermando la "piena fiducia del Viminale".

Mantovano: piena fiducia ai poliziotti "Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell’Interno", commenta il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. Quella della corte d’Appello di Genova, aggiunge il sottosegretario, "è una sentenza che non dice l’ultima parola, in quanto afferma l’esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione". Questo non significa, prosegue "che alla Diaz non sia successo nulla, ma la sentenza di primo grado aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni". E dunque, sottolinea Mantovano, sono "ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilirà l’esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione". I funzionari della Polizia di Stato, conclude, "resteranno quindi al loro posto, che non si limitano ad occupare, svolgendo il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni".

Maroni: sottoscrivo le parole di Mantovano "L'opinione ufficiale del Viminale é stata già espressa dal sottosegretario Mantovano. La sottoscrivo al 100%, non ho niente da aggiungere se non ribadire la fiducia per le persone che sono state coinvolte e confermare le opinioni espresse e le valutazioni del Viminale", ha detto anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle condanne. Maroni ne ha parlato a Bari dove ha tenuto una conferenza stampa a conclusione della riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia delle province di Bari e Foggia. Alla riunione ha partecipato, tra gli altri, anche il capo della polizia, Antonio Manganelli.

Parti lese: rispetto diritti "Siamo lieti di constatare che la magistratura italiana ha corretto l’ingiusta sentenza del novembre 2008 e ha riconosciuto il coinvolgimento, le intenzioni delittuose e le connivenze dei capi della polizià": inizia così un comunicato stampa scritto dalle parti lese del processo Diaz sulla sentenza d’appello. "Adesso si conoscono i fatti e anche l’opinione pubblica italiana verrà a conoscenza di quanto avvenuto nel corso della macelleria messicana presso la scuola Diaz - continua il comunicato di due pagine fortemente voluto dalle vittime straniere e rivisto passo per passo con i loro legali - siamo convinti che il blitz alla Diaz sia l’esempio lampante del controllo politico sistematico esercitato sulle forze dell’ordine dal ministero dell’interno. Possiamo sperare che la sentenza Diaz costituisca un forte messaggio a tutti i funzionari di polizia affinchè rispettino i diritti di ogni singolo cittadino italiano".

Santelli: condannato chi combatte mafia "Quando in nome del popolo italiano tre giudici ribaltano una sentenza di un precedente tribunale e lo fanno sulla base delle medesime risultanze processuali e senza neanche sentire l’esigenza di rinnovare il dibattimento, allora la sentenza acquisisce un valore simbolico e ideologico". Lo afferma Jole Santelli, vice presidente dei deputati del Pdl in commissione Affari Costituzionali della Camera.

Bertolini: vendetta no global "Sembra che a Genova più che un sereno processo si sia svolta una sorta di vendetta in nome dei no global - dice la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini - consumata nei confronti della polizia e degli stessi magistrati di primo grado. A ben guardare lascia stupefatti la composizione dello stesso collegio giudicante che ’casualmentè risulta formato da magistrati di totale ortodossia rossa. Sicuramente tutti i giudici del collegio appartengono alla stessa corrente di giudici di sinistra così come si autodefiniscono all’interno di Md".

Stracquadanio: vittoria temporanea "I mujaheddin hanno avuto la loro temporanea vittoria - afferma Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl componente la commissione Affari costituzionali della Camera -. È sembrato più un giudizio da tribunale del popolo quello che si è svolto a Genova davanti alla Corte d’appello per il caso Diaz. Un giudizio politico su un’accusa tutta politica e senza aderenza ai fatti. È evidente che la procura sin dall’inizio ha costruito il suo teorema politico e, come hanno detto gli stessi pm Zucca e Cardona Albini, ci sono voluti forza e coraggio da parte del collegio per sposarlo in pieno". 

Agnoletto: rimuovere i condannati "Ora tutti i condannati devono essere immediatamente rimossi dai loro incarichi ed essere espulsi dalla polizia": è il commento di Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum (Gsf) nel luglio 2001 e di Antonio Bruno, già membro del Gsf. "Non è accettabile che la difesa della Costituzione, della libertà e della sicurezza dei cittadini - scrivono Agnoletto e Bruno in una nota - sia affidata a chi è stato riconosciuto responsabile dal tribunale di reati estremamente gravi". "Finalmente dopo nove anni è stata resa giustizia alle vittime della violenza poliziesca, massacrate di botte. Con la condanna dei massimi dirigenti della Polizia presenti quella notte davanti alla Diaz il tribunale ha riconosciuto le responsabilità della catena di comando di chi ordinò, senza alcun motivo, l’assalto alla scuola Diaz. Ora, conseguentemente, il governo dovrebbe rimuovere chi allora era ai vertici della polizia e non poteva non sapere cosa i suoi immediati sottoposti stavano facendo".