La sentenza di Haidi: «Scritte su Bagnasco? Ci sono cose più serie»

La madre di Carlo Giuliani: «Di graffiti ce ne sono sui muri di tutte le città italiane»

«Minacce a Bagnasco? Ci sono problemi più seri». La sentenza arriva da Haidi Giuliani, senatrice di Rifondazione Comunista e madre di Carlo, ucciso negli scontri del G8. «Sono scritte stupide e non certo da apprezzare - dice - ma credo che di scritte sui muri delle città italiane ne siano state fatte di ogni tipo». Dunque «non è da darci tutta questa rilevanza, anche perché can che abbaia non morde». Se c'è «qualche stupido che va in giro a fare scritte - prosegue Haidi Giuliani - non è certo il lato più pericoloso di questa società, dove ci sono cose ben più gravi come le morti che ogni giorno continuano a verificarsi nei posti di lavoro, lo sfruttamento degli immigrati e il lavoro nero». Di questo dovrebbe occuparsi la politica italiana, sostiene la senatrice di Rifondazione Comunista, invece che «correre dietro ad allarmi che non trovano conferme».
Secondo la Giuliani sul caso Dico «la Chiesa sta mostrando una certa debolezza» quando invece «dovrebbe ascoltare le istanze che provengono dalla nostra società». Parla di ascolto, ma in termini ben diversi, anche don Andrea Gallo che addirittura lancia un appello all’arcivescovo: «Se mi chiamassero andrei io insieme a qualche mio giovanotto a fargli da scorta. Il mio vescovo è in pericolo? Vado io a difenderlo e sono certo che con me verrebbero anche i ragazzi che non credono, anche qualche marocchino». Ma da cosa nascono, secondo don Gallo, le scritte violente contro monsignor Bagnasco? «Io credo che i giovani siano tanto delusi che non se la prendono nemmeno più con Prodi e con la sinistra perché non le credono più - spiega don Gallo -. Questi giovani hanno bisogno di un bersaglio da colpire e non c’è nemmeno Berlusconi. Prodi? Non lo considerano nemmeno». Il presidente della Cei, dunque, diventa un bersaglio «facile» per le parole ferme in difesa dei principi cardine della morale cattolica. Fa male a dire ciò che dice? «Ci mancherebbe altro, ma il mondo dei giovani, che sentono di non evere più un futuro, è fatto di famiglie che non sono quelle tradizionali, di amori diversi. Io vengo da una famiglia che ha festeggiato le nozze di platino, si figuri se non sono per la famiglia. Però al “family day” non ci vado perché tanti giovani la prenderebbero come una mancanza di considerazione per la loro situazione. E io credo che la Chiesa adesso dovrebbe usare la temperanza, virtù cardinale che significa moderazione. Credo che si dovrebbe andare incontro a tutti e mandare un messaggio di amore che è anche comprensione». Ma allora come la mettiamo don Gallo: la Chiesa deve difendere i Comandamenti e poi andare incontro al prossimo. In questo caso Bagnasco secondo lei cosa dovrebbe fare? «Non so, è una grossa difficoltà, ma non bisogna perdere il filo di comunicazione con le giovani generazioni».