Sentenza Militare morto per l’uranio: parenti risarciti

Il ministero della Difesa non ha tutelato abbastanza i suoi militari in missione esposti al rischio di contaminazione da uranio impoverito. È quanto stabilito dal Tribunale civile di Roma che ha condannato il ministero ad un risarcimento di 1,4 mln di euro ai familiari di un militare della provincia di Lecce, scomparso nel 2005, a soli 26 anni, dopo diverse missioni in Kosovo, teatro dal quale era rientrato nel 2003. Della sentenza, depositata il primo dicembre scorso, l’Associazione vittime uranio ha reso note le motivazioni. Tra queste anche il riconoscimento da parte del Tribunale dell’esistenza di un «nesso eziologico fra la missione in Kosovo e il linfoma di Hodgkin diagnosticato al militare, da mettere in relazione all’uranio impoverito contenuto nelle munizioni utilizzate sul teatro delle operazioni».