La sentenza non piace a Chavez, subito arrestata giudice

Quindici minuti dopo il giudizio sgradito al governo venezuelano,
la giudice Afiuni,
insieme al personale coinvolto nel processo, è finita in cella

Caracas - Quindici minuti dopo una sua sentenza sgradita al governo venezuelano, la giudice Maria Lourdes Afiuni, insieme a tutto il personale coinvolto nel processo, si è ritrovata in carcere, in una cella assieme a detenute che lei stessa aveva fatto condannare. La storia, ricostruita dal Washington Post, risale al dicembre scorso quando Afiuni firmò l’ordine di scarcerazione per il banchiere Eligio Cedeno, accusato di evasione fiscale e traffico di valuta estera, dopo la scadenza dei tre anni previsti di carcere preventivo senza che fosse portato a giudizio. Dopo essere stato scarcerato Cedeno è fuggito a Miami e ha chiesto asilo politico alle autorità americane.

Il presidente Hugo Chavez è andato su tutte le furie ed ha accusato Afiuni di corruzione e abuso di autorità: «Esigo che le siano dati trent’anni di galera, in nome della dignità del Paese», ha ordinato il presidente. Nonostante che in Venezuela viga la differenziazione della detenzione (i detenuti con titolo di studio separati dai prigionieri comuni), la 46enne magistrato si è ritrovata rinchiusa in una cella minuscola assieme a assassine e narcotrafficanti, molte delle quali erano state condannate proprio da lei.

La vicenda, scrive il Washington Post, è un segnale dell’interferenza sempre maggiore del regime chavista nell’esercizio della giustizia. «Il messaggio nel caso Afiuni, scelto proprio per essere emblematico, è chiaro - ha detto il costituzionalista Carlos Ayala - Se prima i giudici non facevano quello che il governo ordinava, erano sollevati dall’incarico, adesso finiscono in galera. Sono tutti terrorizzati».

L'udienza del processo a carico di Afiuni è stata più volte rinviata - e rischia di esserlo indefinitamente. «Sono finita dentro per un capriccio del presidente, e solo un altro capriccio me ne tirerà fuori», ha detto la giudice ai suoi avvocati.