Sentenza su Pomigliano, la Fiom attacca la Fiat: "Non firmiamo l'accordo"

Le tute blu della Cgil non arretrano di un millimetro. E dopo la sentenza fanno sapere che la Fiom non sottoscriverà l'accordo. Ma le altre sigle sindacali contestano Landini: "Fa troppa politica"

Torino - Il Tribunale di Torino ha ritenuto legittimi gli accordi di Pomigliano. Ma le tute blu della Cgil non ci stanno e vanno avanti nella battaglia. "Questo non comporta nè la necessità della Fiom di sottoscriverli, cosa che non faremo, nè impedisce ai singoli lavoratori, che lo vorranno fare, di intentare cause individuali per ottenere la piena tutela dei propri diritti", tuona il leader della Fiom, Maurizio Landini, dopo la sentenza sul ricorso.

La Cgil non arretra Landini sottolinea che è "fallito il tentativo della Fiat, attraverso le newco e gli accordi separati, di tenere la Fiom, i suoi delegati ed i suoi iscritti fuori dalle sue fabbriche". Il Tribunale ha "condannato la Fiat per comportamento antisindacale e gli ha ordinato di riconoscere alla Fiom-Cgil tutta la disciplina prevista dallo Statuto dei Lavoratori. Si ripristina così - evidenzia - la libertà sindacale e il diritto di chi lavora di scegliere il proprio sindacato". Sulla possibilità di intentare cause individuali, Landini assicura, inoltre, che "la Fiom-Cgil darà tutto il sostegno necessario". E parla di "una buona notizia per le lavoratrici e i lavoratori della Fiat". Ma le altre sigle del sindacato non sono d'accordo. "La Fiom non ha nulla di che essere soddisfatta dalla sentenza di Torino", replica il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, secondo cui "la sentenza è un indubbio successo del sindacato metalmeccanico unitario Fim e Uilm e la sconfitta di chi nell’industria e nel sindacato metalmeccanico ha fatto in questi anni solo politica e ha smesso di occuparsi concretamente degli interessi dei lavoratori metalmeccanici".