Sentieri di sangue dall’Aspromonte a Milano

«Se ne era allontanato ma, inesorabilmente, la montagna lo aveva riattratto. Chi là nasceva là moriva. Due le cause di morte: la fatica e il piombo...». È a un retroterra del genere che tre figli dell’Aspromonte decidono di ribellarsi, e lo fanno in modo inesperto, banale, tragico: con la violenza. Rubano, sequestrano, si avvicinano alla ’ndrangheta, ed è come se l’odore del sangue di volta in volta li facilitasse nell’uccidere. Finiscono per «fare carriera» in una Milano piena di trafficanti di droga e terroristi arabi, dimentichi mai del tutto della strana eredità di affetti e tradizioni arcaiche che ogni tanto fa capolino nel loro cuore. Ma il destino è segnato, come spesso capita alle Anime Nere, thriller di Gioacchino Criaco (Rubbettino, pagg. 216, euro 14).