Sentito il marito di Melania: ma non è indagato Parolisi sotto torchio: torna a casa senza scarpe

Salvatore Parolisi di nuovo interrogato nella caserma di Castello di Cisterna (Napoli), il paese di origine della moglie. Non hanno convinto alcune sue dichiarazioni. Gli investigatori: "Non è indagato". Ma gli sequestrano dei vestiti e le scarpe che indossa

Napoli - Ancora interrogato. Savatore Parolisi viene messo sotto torchio dai pm. Tanto che il marito di Melania Rea, dopo essere stato ascoltato di nuovodagli investigatori nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, ha fatto rientro nella casa di Somma Vesuviana senza le scarpe ai piedi. Le calzature potrebbero essere state sequestrate dagli investigatori insieme ad alcuni vestiti dello stesso Parolisi.

Nuovo interrogatorio È durato 7 ore il nuovo colloquio nella caserma di Castello di Cisterna tra Parolisi e il pm Umberto Monti. Un faccia a faccia, finito poco prima delle 21, e non un interrogatorio, dato che il caporalmaggiore dell’esercito rimane un testimone, nonché parte offesa nel procedimento, che ha reso sommarie informazioni testimoniali. Insomma, per ora, un vedovo e non un indagato. Dalla caserma, camicia rosa e viso tirato, Parolisi è uscito a bordo di un’auto condotta dal cognato, senza rilasciare dichiarazioni. Il faccia a faccia si aggiunge a un’altra audizione di otto ore la scorsa notte. Da quel colloquio era attesa da molti la svolta, in particolare per la posizione di Parolisi, da subito finito sotto la lente degli investigatori per alcune incongruenze e contraddizioni nella ricostruzione delle ore della scomparsa della moglie. In realtà non sono venuti fuori quelli che gli inquirenti definiscono "spunti" per la prosecuzione delle indagini, almeno al momento.

La ricostruzione Il sottufficiale ha ricostruito il quadro di quelle ore, ma anche quello dei rapporti coniugali con estrema sicurezza, in maniera serena: "Non avrei mai lasciato Melania, non avrei mai messo a rischio il matrimonio" ha detto, nonostante la storia extraconiugale con una soldatessa di 27 anni di cui era stato l’istruttore, uno dei punti più spinosi su cui gli inquirenti volevano chiarimenti, perché Salvatore ne aveva parlato come di una storia di poco conto. Il caporalmaggiore ha spiegato di non avere voluto ferire i sentimenti dei familiari in un momento così drammatico. Ma l’impressione è che oltre alla sua posizione gli inquirenti si aspettino da lui imput per ipotesi alternative su cui indirizzare le indagini.

L'esercito Le indagini vanno avanti, ufficialmente ancora in tutte le direzioni, anche se fin da subito molti accertamenti si sono concentrati sull’ambiente di lavoro di Salvatore, cioè il Rav Piceno, fiore all’occhiello dell’esercito dove vengono addestrate le soldatesse. Oggi i carabinieri hanno sentito altri testimoni ad Ascoli Piceno, si attendono i risultati degli accertamenti di polizia scientifica del Ris, in particolare sul Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, dove fu scoperto il corpo di Melania e ormai considerato il luogo in cui è avvenuto il delitto, e quelli del Ros sui tabulati telefonici e sugli spostamenti dei telefonini della coppia e di altre persone tra Ascoli e il Teramano, un’analisi che però finora non ha prodotto "evidenze".

I telefonini In particolare per quel che riguarda i cellulari di Salvatore e Melania, che tra le 14:20 e le 14:40 del 18 aprile hanno agganciato la cella di Ripe di Civitella, la stessa di Colle San Marco, da dove la donna è scomparsa. Domani ci sarà un summit dei magistrati di Ascoli Piceno che seguono il caso. Alle viste nuove audizioni, compresa quella di Raffaele Paciolla, la guardia carceraria amica della coppia che Salvatore chiamò perché lo aiutasse a cercare la moglie. Paciolla dovrebbe essere sentito su alcune dichiarazioni del vedovo della Rea, che avrebbe riconosciuto il luogo dell’uccisione attraverso delle foto scattate da Paciolla con il telefonino. Ma l’interessato nega recisamente. Parolisi non era andato al Bosco delle Casermette per il riconoscimento della moglie, lasciando il penoso incarico al fratello di Melania, Michele, accompagnato sul posto da Paciolla. Venerdì, nuovo esame sul cadavere della donna con l’obiettivo di circoscrivere l’arco temporale in cui sono state inflitte alcune coltellate post mortem. Forse un tentativo di depistaggio. Oppure un messaggio ben preciso, un avvertimento a chi era più vicino alla povera Melania.