«Senza la Bossi-Fini porte aperte all’islam»

Politici e giornalisti: «Un errore ignorare il tema dell’islamizzazione della società»


Ci sono donne musulmane che arrivano in Italia per essere libere. E si trovano non libere e obbligate al burqa. E ci sono Paesi europei che nella loro legislazione stanno introducendo regole islamiche fino a snaturare la propria Costituzione. Si è parlato di islam, immigrazione, integrazione, «oltre il velo», al convegno della nuova associazione lanciata da Maurizio Gasparri, «Italia protagonista», «aperta a tutto il centrodestra con spirito sinceramente unitario». Perché la Cdl «è unita nell’elettorato e nel programma. Ciò che ci divide sono solo le ambizioni di qualche politico», precisa il parlamentare di An. Nel «laboratorio» si discuterà di «valori comuni» e si organizzeranno dibattiti e iniziative, come la proposta di assegnare il 5 per mille alla comunità per tossicodipendenti di don Piero Gelmini.
Sala piena, a palazzo Marini, per il debutto di Italia protagonista, con Gasparri, Angelo Sanza (Forza Italia), il direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, la direttrice di Al Magrebia, Soud Sbai e molti deputati nelle prime file, tra i quali Daniela Santanché. Gasparri ha annunciato che una delle prossime battaglie del centrodestra sarà quella contro la riforma della legge di cittadinanza: il centrosinistra vuole abbassare a 5 anni il tempo minimo per la richiesta, e introdurre lo «ius soli», con il diritto per nascita sul territorio nazionale. Secondo Gasparri, sarebbe necessario, «come ha fatto Tony Blair in Inghilterra, introdurre almeno una “verifica”», una sorta di esame per l’assegnazione della cittadinanza. E avverte: «Smantellare la legge Bossi-Fini è un errore enorme, perché quella legge ha dato un titolo di legittimità ad oltre un milione di immigrati».
Con le scene del film Il mercante di pietre di Renzo Martinelli, è stata portata la terribile testimonianza di una lapidazione di una donna in diretta. Mentre la marocchina Soud Sbai ha raccontato le sue difficoltà nella Consulta islamica del Viminale. In un italiano perfetto, ha spiegato che, proprio con i colleghi della Consulta, ha dovuto «rinegoziare quella libertà che ho cercato in Italia. Ho dovuto riaffrontare - racconta - temi allucinanti, come il burqa. Ci sono donne che arrivano in Italia alla ricerca della libertà e sono costrette a portare il velo».
Il pericolo, secondo Sanza, è che la sinistra che ha perso i valori delle vecchie battaglie e che ora ne insegue di nuove, come la simpatia per l’islam, agevoli «il mutamento politico del nostro Paese». Eppure in altri Paesi europei c’è un intenso dibattito sull’islamizzazione della società, ma è un dibattito «che in Italia non esiste», ha sottolineato Belpietro: su der Spiegel, l’autorevole settimanale tedesco che si può definire tutto «meno che razzista», è stata svolta «un'inchiesta di venti pagine su come si stia islamizzando la Germania», come un welfare aperto alla poligamia e sentenze come quella di un giudice che ha «assolto» il marito musulmano che picchiava la moglie: «Se al Giornale avessimo fatto un’inchiesta del genere, mi avrebbero dato del razzista», ha concluso Belpietro. Il rischio è che «facendo leva sulla tolleranza» della società e della cultura italiana «una parte dell’islam cerchi di conquistare le nostre democrazie».
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