Senza carattere, senza idee Samp, così in un derby no!

Adesso anche la sconfitta nella partita che poteva dare un senso alla stagione e stemperare le tensioni nei rapporti tra società e tifoseria. Invece, l’ 1-0 subito nel derby della Lanterna numero 103 non farà altro che logorare ancora di più la Sampdoria. Non è solo il risultato a rendere amara la serata di Marassi, ma l’atteggiamento messo in campo da una squadra da subito apparsa rinunciataria, impaurita e priva di punti di riferimento in mezzo al campo.
Insomma, nel leggere questo derby non si può non ritornare alle cessioni illustri: ai Cassano e ai Pazzini, ma anche ai Marilungo. Gente che dava un senso ad una Samp che oggi senso non sembra averne più. Schiacciata dagli avversari che la graziano nel primo tempo, capitola nei primi dieci minuti della ripresa ma non dà alcun segnale di risveglio. Venendo alla cronaca, in novanta minuti i ragazzi di Di Carlo hanno due soli guizzi ed entrambi nel primo tempo con Curci chiamato a fare gli straordinari sulle uscite. I pericoli alla porta rossoblù partono solo dai piedi di Guberti che prima è fermato da una prodezza di Eduardo, poi è sempre il portiere portoghese a metterci in pugni su un tiro insidioso dell'8 blucerchiato. Poi la storia conta due traverse, un paio di conclusioni neutralizzate da Curci e tre occasioni sprecate dal Genoa che si rifà ad inizio resa quando Rafinha al limite dell'area ha tutto il tempo di sistemarsi la palla, mirare e violare la porta Samp. La reazione blucerchiata sta in un'incursione di Mannini bloccata in angolo da Dainelli e un tiro di Poli da centro area che schizza oltre la traversa. Davvero poco e anche per la dirigenza è tempo di un profondo esame di coscienza.
7 CURCI
Salva il salvabile, ma non si può certo pretendere l'impossibile. Era arrivato a Genova con il pubblico diffidente, oggi è l'unica vera risorsa di una squadra che si sta sgretolando. Sulla rete di Rafinha è sulla traiettoria ma la palla gira a perfezione.
5 ZAURI
Colpa anche di un modulo che non gli permette sovrapposizioni e spazi resta ancorato in difesa facendo il supplente dei centrali quando questi si spingono verso l’area avversaria sui calci piazzati.
5.5 GASTALDELLO
Soffre Palacio tanto che rimedia un giallo già nella prima mezz'ora di gioco fermando l'argentino sulla fascia destra. Patisce a tal punto che per non rischiare un altro cartellino e far lasciare la squadra in dieci viene sostituito dopo 45 minuti. (dal 1'st Volta 6 Controlla Floro Flores e Palacio senza affanno).
6 LUCCHINI
Floro Flores lo stacca in diverse occasioni su palle alte e negli ultimi minuti torna a fare quello che faceva da giovane, l’attaccante.
5.5 ZIEGLER
Rafinha e Mesto lo mettono spesso in confusione quando raddoppiano sulla trequarti. Ci si poteva aspettare maggiore spinta e qualche cross dal fondo per provare qualche soluzione diversa in fase offensiva.
5 DESSENA
Fatica come tutto il centrocampo sampdoriano, soffocando di fronte al pressing dei pari ruolo del Genoa. In più ha da tenere Criscito che non gli permette mai di passare dalla fase difensiva a quella di appoggio per impostare il gioco sampdoriano. Dopo il giallo, provocato ad hoc da qualche avversario, conoscendone il carattere a volte irrequieto, Di Carlo lo sacrifica per una punta. (dal 33'st Zaza 6 il più giovane, il più attivo)
5.5 PALOMBO
L'unico a crederci, l'ultimo ad alzare bandiera bianca. La sua non sarà stata una partita spettacolare, certo non quelle a cui ci aveva abituato, ma almeno ha il carattere da derby. Dà istruzioni alla squadra e cerca di far emergere qualche giocata di rimessa, lo scarso movimento delle punte non lo aiuta.
5.5 POLI
Non riesce ad incidere e si perde su Rafinha. Anche per lui serata no.
6 GUBERTI
Nel primo tempo sembra poter fare la differenza seminando terrore nella retroguardia rossoblu: salta la difesa come fossero birilli e solo la punta del piede di Eduardo gli nega la gioia della marcatura, poi ci prova con un tiro a girare da fuori area e questa volta sono i pugni dell'avversario a fermarlo. Scende nel ritmo anche perché nessuno lo supporta davvero.
5 MACCARONE
Serataccia anche per Big Mac che non crea occasioni. Sbaglia diversi appoggi e ha l'handicap di non riuscire a controllare nemmeno un pallone. Pensare che dopo la rete segnata al Bologna la Sud sognava il suo centesimo gol in Italia per battere i cugini.
4 MACHEDA
Il fantasma di Manchester. Alla vigilia Di Carlo non doveva farlo giocare preferendogli Biabiany, ma il francese deve dare forfait a causa di un risentimento muscolare. Il perché il tecnico non gli voleva fornire la grande prova lo si capisce già dopo pochi minuti. Un'ora dopo lascia il campo senza lasciare la minima traccia sulla sua apparizione. (14'st Mannini 6 Dal suo ingresso la Sampdoria diventa più pimpante)
5 DI CARLO
Un tecnico senza più alibi. La Sampdoria non ha gioco, non ha carattere, non ha personalità. È un encefalogramma piatto, senza schemi e con idee che nascono più dalla volontà dei singoli che da un ragionamento del collettivo.