Senza Consorte, si riapre la pista toscana

I nuovi vertici e il rafforzamento di Campaini possono cambiare le strategie delle coop

da Milano

Il cambio al vertice di Finsoe potrebbe riaprire i giochi interni a Unipol. In Emilia l’arrivo di Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze, alla presidenza della holding che controlla la società assicurativa bolognese, è stato letto come un segnale preciso: riaprire il dialogo interrotto con Banca Monte dei Paschi.
L’istituto senese si è chiamato subito fuori dall’operazione Consorte-Bnl. La banca romana, per lungo tempo, era stato l’oggetto dei desideri di Mps. La fusione Bnl-Mps era data per certa, poi qualcosa non funzionò. Le due banche si rimproverarono l’un l’altra la decisione di far saltare il matrimonio, i rapporti tra i vertici si fecero tesi.
Quando Consorte decise di puntare su Bnl con Unipol, chiese alle società che controllavano la compagnia assicurativa - quindi anche a Mps - un aumento di capitale per far fronte all’esborso. Un aumento di capitale al quale la banca senese decise (sin da subito) di non partecipare, in aperta polemica con Consorte. Alla fronda anti Opa si unirono anche le coop toscane di Campaini.
In pochi mesi il quadro è radicalmente mutato. Quella che sembrava un’operazione finanziaria ineccepibile si potrebbe trasformare in un flop. I guai di Consorte, il ruolo dei «furbetti del quartierino», l’aumento del prezzo dell’offerta. E l’eventuale «sì» di Bankitalia all’offerta di Unipol non più così scontato. I destini della contestata Opa sembrano appesi a un filo, e così il nuovo management di Unipol vuole almeno ricucire i rapporti con la banca senese. E magari convincere Mps a far parte della cordata che vuole rilevare Bnl, per fornire ulteriori garanzie e soprattutto solidità economiche decisive per diradare ogni dubbio sulla bontà dell’operazione Bnl.
La dichiarazione di Giorgio Bertinelli, vicepresidente nazionale della Lega delle cooperative, ieri è stata chiara: «Bisogna riaprire il dialogo con il Monte dei Paschi. La nomina di presidente di Unicoop Firenze in Finsoe va in questa direzione». Campaini, infatti, è socio del Monte dei Paschi attraverso Unicoop Firenze (2,42%) e secondo Bertinelli, «ha tutte la carte in regola per produrre un buon risultato».
La delicatezza della situazione però fa predicare prudenza. Anche perché se da una parte c’è la volontà di ricucire lo strappo, dall’altra i vertici di Mps sembrano non volerne sapere. Nei giorni scorsi, infatti il presidente della Fondazione Monte dei Paschi, Giuseppe Mussari aveva detto che la partita Bnl per Rocca Salimbena era «definitivamente chiusa» e soprattutto che le dimissioni di Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti non erano sufficienti a riaprirla.
Bnl o meno, Bertinelli preferisce pensare in positivo. «Se l’Opa su Bnl va in porto - ha detto ieri - è chiaro che il Monte dei Paschi continuerà a rimanere socio di Finsoe ma non si impegnerà direttamente in Bnl. Se non andrà in porto, visto che la materia del contendere con Unipol era questa, a quel punto si torna a ridiscutere con molta tranquillità, in condizioni ottimali, delle nuove prospettive che riguardano sia Unipol sia il Monte dei Paschi».
Ecco il perché della scelta strategica di Campaini. «La sua presenza aiuterà a mantenere questa alleanza in piedi e a saldare i rapporti» E se l’Opa verrà bocciata «si farà quello che è giusto fare: valutare strategie industriali, consolidare alleanze. Ma credo che sia ancora prematuro parlarne».