Senza D’Alema Bruxelles non è Italianaeuropea

È «una scelta al ribasso». Tipica di chi non vuole «volare alto». È stato partorito «il classico topolino». Peggio: è stata gettata al vento «una possibilità più unica che rara» per provare a tornare a essere «protagonisti». Insomma, «è andata come è andata». Cioè maluccio. Del resto la politica dei «piccoli passi» ci condanna, in questo come in altri casi, a rinunciare ai grandi «sogni».
Si legge così sul sito della Treccani, sezione Scuola, in un articolo (per altro ottimo, firmato da Stefano Pollio) L’occasione perduta dall’Europa. Già, ma qual è «l’occasione perduta»? Sarà forse il Dizionario Biografico degli Italiani, il biglietto da visita della nazione eternamente rinviato, l’opera monumentale ora interrotta per mancanza di fondi, l’impresa necessaria di cui si è discusso con toni accesi addirittura per settimane senza arrivare - a quanto se ne sappia - ad alcuna decisione precisa? Saranno forse quei tomi blu, fermi alla lettera M, la cui pubblicazione iniziò nel 1960, l’oggetto di tanta delusione in Treccani?
Ma cosa andate a pensare... La sorte del Dizionario, che fino a qualche settimana fa sembrava appassionare tutti quanti, è stata inghiottita dal silenzio. No, l’articolo in questione si riferisce alla bocciatura di Massimo D’Alema in qualità di candidato alla carica di ministro degli Esteri dell’Unione Europea. Un autentico delitto.
Non stupisce che all’Istituto l’abbiano presa così male. In effetti i confini tra la fondazione Italianieuropei, emanazione diretta di Massimo D’Alema, e la Treccani sono, per usare un eufemismo, piuttosto sfumati come il Giornale ha raccontato qualche settimana fa.
Ricapitoliamo in breve. Il presidente della Treccani è Giuliano Amato, stessa carica nell’Advisory Board di Italianieuropei. Massimo Bray siede sulla poltrona di direttore editoriale da una parte e dall’altra. Un terzo del consiglio scientifico dell’Istituto, composto da venti membri, è formato da Italianieuropei: oltre ad Amato, ci sono Enrico Alleva, Luciano Canfora, Michele Ciliberto, Paolo Guerrieri, Carlo Ossola e Mariuccia Salvati. Nel consiglio d’amministrazione della Treccani ci sono altri tre Italianieuropei: Pierluigi Ciocca, Marcello De Cecco, Giuseppe Vacca. Il direttore del sito scuola Treccani, dove compare l’articolo sull’Europa ignava che ha sbattuto la porta in faccia a D’Alema, è Mauro Palma, membro del comitato scientifico Italianieuropei. E fermiamo qui l’elenco, anche se potremmo proseguire. Questa situazione, secondo Giuliano Amato, è «normale». Normale quindi che la Treccani bacchetti l’Europa perché ha rifiutato il leader Máximo.