Senza eco


Nel giardino assorto
\[i rami
sordi lanciano neri
\[richiami
senza eco: pallida e astuta
la nebbia bacia con tetro
\[orrore
le labbra schiuse
\[delle case
sorte in libertà, unte
\[di squallore.

Nella stanza chiara
\[dei ricordi
risuona vano il diavolerio
del fuoco nei suoi tizzoni
\[esausti
nelle sue torte fascine
\[dove in libero
esilio lo spirito un tempo
\[rabbioso
e forte urlava le sue
\[maledizioni
e ora tace, impaurito
\[dalle bare.