"Senza Malpensa cento multinazionali lasceranno la città"

Il futuro dell'hub. A rischio 10mila posti, gli imprenditori incontrano Cai Sì del governo a Formigoni: "Verremo al Pirellone"

Cento multinazionali sono pronte a fare le valigie e abbandonare Milano. Motivo? Senza Malpensa viene meno l’hub che fa da volano per il mondo delle imprese. O per essere ancora più chiari non c’è più la connessione tra Milano e i mercati di tutto il mondo. Naturalmente, la perdita di attrattività di Milano per queste cento imprese estere implica come conseguenza anche diecimila posti di lavoro in meno. E, attenzione, non finisce qui. Il depotenziamento dell’hub ha anche effetti pesanti per tre imprese su quattro, con un calo di fatturato nell’ordine dei 4 miliardi e passa di euro. Fotografia del rischio che il sistema economico produttivo milanese corre senza collegamenti diretti con Cina, Usa, India e Brasile. Penalizzazione del made in Italy mentre sarebbe indispensabile anche rispetto alla crisi un’accelerazione dell’internazionalizzazione. Dati di fatto che, stamani, Diana Bracco declina ai vertici di Cai: «È necessario uscire al più presto dall’incertezza poiché è a rischio la connettività del nostro territorio con i mercati di tutto il mondo» osserva il presidente di Assolombarda. Che, aggiunge, «è inaccettabile che si pensi di svuotare il sistema aeroportuale della città che nel 2015 ospiterà l’Expo. Preoccupazione e sconcerto condivisi da Carlo Sangalli: «C’è urgenza di chiarire in quale direzione dovrà andare il processo di crescita del sistema aeroportuale milanese. Non c’è dubbio che il cuore del Paese debba avere un hub in grado di fare da volano per il mondo delle imprese». Valutazione del presidente della Camera di commercio che con Diana Bracco e i rappresentanti del sistema imprenditoriale incontra - a porte chiuse - Roberto [/TESTO]C[/TESTO-INFRA]olaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato della nuova compagnia aerea, non solo per ottenere «garanzie sulla valorizzazione di Malpensa» ma anche per avere «impegni sulle scelte strategiche e di sviluppo che Cai intende operare riguardo a Linate e Malpensa». Un chiarimento più che indispensabile poiché «bisogna permettere all’aeroporto di Malpensa di continuare ad avere un ruolo chiave nello sviluppo non solo del Nord ma dell’intero Paese, in un quadro di confronto europeo sempre più competitivo». Evidente quindi, oggi più che mai, che Milano dai vertici di Cai, prima nella sede della Camera di commercio e poi alle 17.30 in Regione, attende «la spiegazione con precisione dei loro piani e delle loro strategie per riportare Malpensa al livello che merita» chiosa Roberto Formigoni. «Nei giorni scorsi, Colaninno e Sabelli, mi hanno assicurato che stanno lavorando a nuove, interessanti proposte per rilanciare Malpensa». Ma avverte: «Se lo scambio per restituire a Malpensa il ruolo di hub, dovesse essere il declassamento di Linate alla sola navetta Roma-Milano, come ha lasciato prospettare lo stesso Colaninno nei giorni scorsi, allora dico subito che non ci sto». Il presidente della Regione Lombardia sa che per la ripresa di Malpensa occorre tempo - «ci aspettiamo 2-3 anni di sofferenza, dove inseguiremo una ad una le compagnie interessate a investire sul nostro aeroporto» - e che senza più voli Milano è tagliata fuori dal business e per questo la Lombardia sta compiendo altri passaggi: «Il primo è la liberalizzazione dei voli internazionali, come previsto dall’emendamento votato in Parlamento; poi la costruzione, insieme alla Farnesina, di nuovi accordi bilaterali con gli Stati ma anche la messa in discussione del monopolio di fatto che Cai (cioè Alitalia-Air One) ha sui collegamenti da Linate, a partire dalla tratta Linate-Roma». Intanto, piomba sul confronto dei vertici della Camera di Commercio e della Regione con Cai la certezza che, «probabilmente» a fine gennaio, «il Governo verrà a Milano e la sede dell’incontro, come proposto, sarà il Tavolo Lombardia, istituito con il decreto ’Expo e che ha competenza sulle infrastrutture relative all’Expo stessa». Annuncio del governatore Formigoni, dopo aver ottenuto risposta positiva da Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, alla richiesta della presenza del Governo a Milano per dibattere con le Istituzioni e il sistema imprenditoriale sul futuro di Malpensa oltreché sulla liberalizzazione dei voli. Commenta Filippo Penati: «È un fatto positivo». Aggiunge il presidente della Provincia, «sarebbe stato più utile se fosse arrivato prima».