Senza il partito unico di centrodestra daremo addio al sogno liberale

Vi sarebbero motivi tali da far perdere la pazienza anche a Giobbe ma a conforto e speranza dei molti milioni di italiani che hanno riposto la loro fiducia in lui, Berlusconi finora la pazienza non l’ha perduta.
Non si sa però se potrà ancora a lungo sopportare che, mentre percorre tutta la penisola, con notevole dispendio di energie fisiche e mentali, radunando migliaia di persone e parlando a nome di tutta la Cdl, si sentano pubbliche dichiarazioni di alleati in parziale dissonanza, se non addirittura di larvata critica, nei suoi confronti. Il rimedio a tale dannoso comportamento potrebbe essere rappresentato dalla nascita di quel partito unico del centrodestra, più volte pronosticato. Di tale partito dovrebbero essere accuratamente studiati e concordati programma e organigramma, centrale e periferico, con la ratifica finale da parte di un congresso costitutivo.
È chiaro che se anche tale soluzione non portasse a una tassativa univocità di indirizzi e di comunicazione, si dovrebbe dare l’addio definitivo al sogno di Berlusconi e di tanti italiani di dare al nostro Paese l’assetto per una stabile e più avanzata democrazia liberale.
Bruno Cassissa - Genova