Senza radici alla ricerca dell’India

«Lezioni di volo» della Archibugi è un film di viaggio con risvolti sociali

All'estero gli italiani dei film interessano o come residui neorealisti o come figurine cosmopolite. Francesca Archibugi ne tiene conto in Lezioni di volo, fra personaggi che di italiano hanno soprattutto il passaporto, come l'adolescente ebreo (Andrea Miglio Risi) di famiglia conservatrice e l'adolescente indiano (Tom Karumathy) di famiglia progressista. Ignoranti, pigri, vergini e bocciati, i due cercano un modo di passare l'estate: l'indiano vuol tornare in India; l'ebreo, stranamente immune dalla «legge del ritorno», lo segue. Ne deriva un film da viaggio, meta l'India, che col suo miliardo di spettatori è mercato più ampio di quello italiano. Lezioni di volo è una sorta di Diurno indiano rispetto al Notturno indiano di Antonio Tabucchi e del film omonimo di Alain Corneau. Nessun personaggio ha radici, meno che mai la «dottoressa senza frontiere» (Giovanna Mezzogiorno), nata nel 1972 a Brescia da madre bresciana e padre casertano, abitante a Parigi e operata di scoliosi a Lione, che fa il medico in India. Un personaggio che globalizza la moglie velleitaria e infedele dell'Ultimo bacio. Questa contorta, cosmopolitica origine mina un film che, nella realizzazione, ha invece delle doti consentite proprio dai compromessi. Abbondano le riprese in esterni, l'India non è ricostruita in studio, ecc. Però anche qui ci si chiede perché l'adolescente indiano, adottato in Italia, scenda dall'aereo non vestito stile Roma, ma stile Bombay, salvo poi seccarsi quando lo si piglia per indiano! Ci si chiede anche perché facciano coppia due invertebrati, quando in natura l'invertebrato segue il vertebrato. Immenso, invece, come padre amareggiato, Flavio Bucci, che muore - comprensibilmente - di crepacuore.

LEZIONI DI VOLO di Francesca Archibugi (Italia/GB/Francia/India 2006), con Andrea Miglio Risi, Giovanna Mezzogiorno, 106 minuti.