«Senza lo “sconto” quell’uomo sarebbe vivo»

da Napoli

«Colpisce e preoccupa la giovane età dei fermati, che dimostra come il problema che abbiamo davanti non riguarda solo il necessario contrasto da parte delle Forze di polizia». È una doppia reazione, quella del ministro dell’Interno Giuliano Amato alla notizia dell’arresto dei presunti assassini dell’edicolante napoletano accoltellato a morte il 4 settembre scorso. Da un lato il titolare del Viminale si congratula con le Forze di polizia per la «brillante operazione», dall’altro è colpito dalla giovane età degli arrestati. Nessun accenno all’indulto grazie al quale due degli arrestati erano in libertà e senza il quale forse l’edicolante sarebbe ancora vivo.
Dell’indulto parla, invece, il rappresentante di An Alfredo Mantovano: «Amato ha la grave responsabilità di avere, durante la discussione dell'indulto, rifiutato di recarsi in Parlamento per esprimere la valutazione da ministro dell'Interno sugli effetti che l'indulto medesimo avrebbe provocato, nonostante la presidenza del Senato lo avesse più volte sollecitato a tanto».
Anche Mario Landolfi, coordinatore di Alleanza Nazionale in Campania è dello stesso avviso: «Se il Parlamento non avesse approvato l'indulto probabilmente Salvatore Buglione sarebbe ancora vivo e i suoi carnefici in galera a scontare la pena per intero»
Sulla vicenda interviene anche l’ex questore di Napoli e oggi Senatore di Forza Italia, Franco Malvano: «Devo esprimere il più vivo compiacimento per la rapida conclusione dell'indagine da parte della polizia e della Procura di Napoli che ha portato al fermo dei quattro presunti assassini di Salvatore Buglione. Ma resta l'amarezza e lo sconforto perchè un padre di famiglia non sarà mai più restituito ai suoi cari. Destano però sconcerto le critiche che il presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino ha mosso alle forze dell'ordine. Dinanzi ai problemi qualcuno gioca allo scaricabarile anzichè individuare le soluzioni alle emergenze che sono sono sempre più gravi».