SENZA SIMBOLI È MEGLIO

Non crediamo di avere ricette salvifiche o di tirare fuori dal cilindro i segreti per rendere possibile quello che al momento pare impossibile, cioè la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni comunali a Genova.
Eppure, bisogna provarci. È un dovere civico e civile. Senza contare che le spaccature nel centrosinistra - fra il candidato in pectore, l’assessore diessino Mario Margini; l’autocandidata con il petto in fuori, l’eurodeputata diessina Marta Vincenzi; i papabili della Margherita, il presidente della Provincia Alessandro Repetto o il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa; l’ulivista usato come un kleenex nel collegio 10 Stefano Zara; vari ed eventuali dell’ultimo minuto - potrebbero aprire praterie per i moderati. Ci ricordiamo tutti cosa accadde quando Adriano Sansa e Beppe Pericu si disputarono i voti del centrosinistra fino all’ultimo suffragio e quando Sergio Castellaneta andò ad un soffio dalla poltrona di sindaco di Genova.
Ecco, proprio l’esempio di Castellaneta è quello da seguire. Sergio riuscì ad arrivare a un passo dalla conquista di Tursi non solo perchè il centrosinistra si spaccò al primo turno, ma anche perchè (...)