«Senza le strade, addio Expo e 200 miliardi»

È una situazione di stallo quella delle grandi opere lombarde. «Siamo al palo» l’allarme di Diana Bracco, presidente di Assolombarda, davanti ai dati dell’Oti Nordovest. Nel rapporto sulla Lombardia si legge che «il 2006 è stato caratterizzato da un sostanziale stato di fermo» e che «destano preoccupazione e allarme i ritardi negli avanzamenti di molti dei cantieri aperti». Una situazione che rischia di far perdere a Milano l’Expo 2015. «Ci aspettiamo che il governo manifesti la volontà di ottenere l’assegnazione dell’Expo - dice la Bracco -. La concorrente turca, Smirne, è una città che si è attrezzata e si sta attrezzando». Roberto Formigoni traduce l’analisi dell’Oti in un’accusa politica all’Unione: l’immobilismo costerà al Paese 200 miliardi nei prossimi 15 anni. «I signori del no si dovranno trasformare nei signori del sì» attacca il presidente della Regione, puntando l’indice su Filippo Penati, ma anche sui ministri dei Trasporti, Alessandro Bianchi, e dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.