Sepang, derby ferrarista Raikkonen-Massa

Kuala Lumpur - Fanno spallucce, Kimi Raikkonen e Felipe Massa, se si fa notare che tutto il paddock di Sepang, seconda tappa di un mondiale avviato alla grande a Melbourne, è convinto che le Ferrari siano davanti a tutti, che il Cavallino sia imprendibile. È esperienza: il mondo gira in fretta. È scaramanzia, ed è giusto averla. È, in effetti, troppo presto. Ma la sensazione in Malesia è che la vera sfida, in questo scorcio di stagione, non riguardi Alonso e le McLaren, ma stia tutta nel derby tra i due piloti in rosso.

Polemiche contro la "rossa" Le polemiche tornano a colpire la Ferrari ed è un segno del definitivo ritorno nel ruolo di favorita. L'anno scorso nel mirino ci fu il «mass dumper» Renault. Questa volta, come negli anni d'oro, l'obiettivo inquadra il sistema di ancoraggio del fondo piatto alla scocca della F2007: «Eravamo regolari a Melbourne, come sempre lo siamo anche in Malesia», dice la Ferrari. È chiaro che, dopo i sospetti McLaren su un presunto escamotage italiano per aumentare la flessibilità del fondo piatto a più di un equivalente di 50 chili espressi in Newton, e accrescere così il carico aerodinamico, non solo la Ferrari ma tutte le scuderie sono dovute intervenire, per limitare la flessibilità. E dunque nessuno pensa (magari poi lo spera) che le F2007 possano avere un danno dalla novità. Da quello che risulta, aumenta solo il rischio di danni nei passaggi sui cordoli. E in effetti, alla verifica, nessuna vettura è risultata irregolare. Anche le Toro Rosso e le Spyker, giudicate «cloni» di Red Bull e Honda da Super Aguri che ha continuato a protestare. Dettagli, in un mondo fatto di supercervelli e di supercomputer, ma anche di tanta carta bollata.

La scommessa del motore Piuttosto, fa più notizia la decisione della Ferrari se far correre Raikkonen in Malesia con lo stesso motore di Melbourne, vincitore ma sofferente al termine (perdita d'acqua) oppure andare sul sicuro sostituendolo e perdendo così 10 posizioni in griglia. L'orientamento, dopo le simulazioni, è il primo, la decisione sarà presa domani. Problemi di affidabilità, visto che in Australia per il cambio fu Massa a dover partire dal fondo? «Non sono preoccupato - dice 'Iceman' - se servirà si cambierà». «Non esiste il problema - ribatte Massa - il mio fu un fatto casuale, non si ripeterà. E credo che il motore possa farcela. Con questo caldo tutti avranno problemi». È chiaro che i due si annusano. Sanno che la lotta è soprattutto fra loro: «È giusto così - dice Felipe - Kimi è il leader del mondiale. In Australia, se non ci fosse stato il traffico, sarei potuto arrivare sul podio, anzichè essere sesto. Sono molto contento della macchina, sono ottimista. Avrei potuto fare anch'io quello che ha fatto Raikkonen. Quello che è successo a Melbourne fa parte dello sport, e ora sono supermotivato. Non sarà facile, ma abbiamo tutto per finire in testa». È quello che dice anche Alonso: «E io spero che Fernando abbia ragione». Alonso dice anche, sul fondo piatto Ferrari, che «è importante che ora le regole siano uguali per tutti». «Garantisco io - risponde - eravamo regolari in Australia e lo siamo anche qua. E la vettura che ho provato non ha perso nulla». Forse piove: «Bene, abbiamo fatto test sul bagnato e siamo forti in qualunque condizione».

Raikkonene: buoni test Il filandese della Ferrari come al solito è meno loquace. Alonso dice che siete i più forti: «Vedremo. Abbiamo fatto buoni test». Si dice che la Ferrari è avanti perchè è da sempre con la Bridgestone. «Tutti hanno avuto lunghi test in inverno». Si dice che la Renault se piove va forte. «Non so. Penso che i team forti siano sempre gli stessi due». È Massa il rivale? «Sarà lotta serrata». Alonso, spagnolo, dovrebbe trovarsi in vantaggio su un finlandese nel caldo di Sepang: «È sei anni che corro in Malesia». Ha un tatuaggio sul braccio, fatto a Melbourne, dopo la gara. Cosa significa? «Non significa niente». È permanente? «Vediamo, non so cosa succedera», e questa volta almeno ride. Come ha festeggiato la prima vittoria in rosso alla prima gara? «Non credo che ciò che ho fatto abbia qualcosa a che fare con il Gp di Malesia». Freddezza? Grinta? Di sicuro il derby ha i sapori di nord ghiacciato e di una samba caliente.

Alonso promette battaglia: recupereremo La Ferrari è più competitiva ma il secondo posto ottenuto in Australia dà molta fiducia al pilota della McLaren. Lo spagnolo comunque ritiene che, dopo una stagione deludente senza vittorie, la McLaren debba ripartire da zero e cercare di ridurre gradualmente il gap dalla scuderia di Maranello. «Ad essere onesti non credo sia una sorpresa che ad inizio stagione la Ferrari sia davanti a noi - ha detto Alonso - per la McLaren è tempo di grandi cambiamenti dopo la brutta stagione del 2006». Era dal 1996 che la scuderia anglo-tedesca non vinceva nemmeno una gara del Mondiale. «Quest'inverno sono cambiate molte cose - ha sottolineato il campione del mondo - vettura completamente nuova, nuovo motore, gomme e piloti. Penso sia normale non essere al 100% come la Ferrari anche se le squadre di Formula 1 sviluppano le macchine molto velocemente». Grazie al secondo e terzo posto conquistati in Australia rispettivamente da Alonso e Lewis Hamilton, la McLaren è in testa al campionato costruttori con 14 punti davanti alla Ferrari, seconda a quota 13. «È un fatto molto positivo perchè questo indica che stiamo facendo un buon lavoro di squadra - ha spiegato lo spagnolo - speriamo di continuare così e fare più punti possibile sia per noi piloti che per il team».