«Seppellitela in Italia: è mio diritto»

da Brescia

«Se me la portano in Pakistan, la buttano in una fossa e tanti saluti». Non ci sta Beppe Tempini, per gli amici «Gufo», fidanzato di Hina, la pachistana sgozzata e sepolta nel giardino della casa di Sarezzo, un comune in provincia di Brescia. Lui vuole che Hina sia sepolta in Italia. Per questo ha chiamato il ministro delle Pari opportunità e, su consiglio di un avvocato, si è rivolto a un notaio, affinché sia riconosciuta la sua convivenza con la giovane pachistana. Lo scopo è quello di poter far seppellire la giovane pachistana in Italia. «Vivevamo assieme nella stessa casa, convivevamo da oltre un anno. Ho anche io qualche diritto», sostiene Beppe. Nei giorni scorsi, Bushra Begun, madre di Hina, è stata interrogata dai carabinieri di Brescia. Parlando della figlia avrebbe detto: «Voglio che sia seppellita in Pakistan, nella nostra terra». Poi, però riguardo all’omicidio di cui il marito Mohammed Saleem, nel carcere di Canton Mombello, è il principale accusato, ha aggiunto: «Mio marito ha fatto giustizia. Ha lavato l’onta per la famiglia. Hina non era una buona musulmana, non viveva secondo le indicazioni della legge coranica». Proprio per queste parole, prive di pietà e di comprensione per Hina, Beppe, non vuole che il corpo della ragazza lasci l’Italia. «Io non ho alcun diritto, per il momento. Ma riuscirò a tenerla qui».