Sequestra modella per farla prostituire: senegalese in cella

La vittima, anche lei africana, era solita sfilare in passerella per le più prestigiose firme della moda

Era una modella affermata e più volte aveva calcato le passerelle indossando gli abiti disegnati dai più famosi stilisti. E come tutte le altre sue colleghe era attesa alle manifestazioni della settimana della moda appena conclusa. La bella venticinquenne di origine senegalese però ai diversi appuntamenti non si è mai presentata. Per giorni è infatti stata sequestrata, costretta dal suo aguzzino a cambiare decine di stanze d’albergo in città e provincia, picchiata e drogata da un suo connazionale di 38 anni, con cui aveva una relazione da qualche mese ma che ultimamente sembra volesse farla prostituire. L'hanno trovata, coperta di lividi e con il naso rotto, i carabinieri in una piccola pensione in viale Italia a Sesto San Giovanni. Ai suoi salvatori la modella ha finalmente potuto raccontato il suo calvario che durava ormai da mesi.
In primavera la venticinquenne aveva conosciuto Ibrahim N., un operaio senegalese già noto per spaccio di sostanze stupefacenti, in un famoso locale della Milano bene, dove solitamente modelle e attrici erano di casa.
I due si sono frequentati per settimane, non si esclude che la ragazza uscisse con l’uomo per farsi regalare ogni tanto qualche dose. Poi, una sera, il senegalese l’ha portata in un alberghetto dal quale la modella non è potuta più uscire liberamente. L’operaio l’ha infatti picchiata e derubata sia del passaporto sia della scheda del telefonino, impedendole anche di guardare la televisione o di parlare con qualsiasi altro. Per meglio piegare la sua volontà, l'uomo ha più volte drogato la giovane soprattutto quando, dopo qualche litigio troppo pesante, riteneva fosse necessario lasciare la stanza di una pensione per trasferirsi in un’altra in una diversa zona di Milano o nell’hinterland.
La prigionia della giovane si è così protratta per settimane. Ai militari la donna ha infatti raccontato di essere uscita solo qualche volta ma sempre in compagnia dell’uomo. Quando le litigate erano più violente e il trentottenne la picchiava fino a farle perdere i sensi, veniva portata dal suo aguzzino al pronto soccorso.
Solo pochi giorni fa, la modella è stata medicata a Niguarda ma ai medici non ha voluto dire chi le avesse rotto il naso e, in preda alla paura, si è rifiutata di fare denuncia. Il personale sanitario, dopo aver tentato più volte di convincerla a confidarsi, non ha potuto far altro che rimandarla a casa. Un vero incubo durato fino a sabato mattina quando alcuni clienti di un albergo hanno avvisato le forze dell’ordine di un violento litigio nella stanza accanto. E la successiva irruzione dei carabinieri ha finalmente posto fine alla prigionia della modella.
Grazie alla disponibilità dei militari, che hanno saputo metterla a proprio agio, la ragazza ha così potuto raccontare il suo calvario. Anche se le sostanze stupefacenti che è stata costretta ad assumere le impediscono tuttora di ricordare alcuni spostamenti. Raccolte le deposizioni della vittima i carabinieri hanno proceduto all’arresto dell’africano con l’accusa di sequestro di persona e lesioni personali. In tasca, a conferma del racconto della modella, il bruto aveva ancora la scheda del telefono cellulare della ragazza.