Sequestrano una lucciola e pretendono un riscatto

Chiesti 5mila euro per tacitare la vittima di un tentato omicidio. Non ottenendo i soldi, violentano la donna per ritorsione

È il settimo stupro in sette mesi. E, tra il rapimento della vittima e il tentativo (fallito) di estorsione, stavolta è durato in tutto ben 22 ore. Mercoledì sera, quindi, l’arresto dei tre responsabili, muratori egiziani di 26, 27 e 35 anni presi dagli investigatori della sezione criminalità organizzata coordinati dal pm Isidoro Palma e accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e violenza sessuale di gruppo.
«La vicenda è insolita sia perché la vittima è una prostituta moldava e i tre arrestati suoi abituali clienti - ha spiegato Palma ieri pomeriggio - sia perché la donna non è stata sequestrata con lo scopo primario di abusare di lei (la violenza è avvenuta infatti in un secondo tempo e solo per una sorta di vendetta) bensì per poter ottenere, in cambio della sua liberazione, un riscatto da destinare alla vittima di un tentato omicidio». Si tratta di un altro straniero: uno dei tre egiziani catturati ieri aveva tentato di ammazzarlo il 14 febbraio in piazza Tirana. Tuttora ricoverato in ospedale, il ferito andava «tenuto buono» con almeno 5mila euro.
I tre egiziani, tutti regolari e incensurati, hanno deciso di sequestrare la ragazza, una 21enne, martedì 28 febbraio, in piazza Napoli, cioè dove lei «lavora». Con la scusa di ottenere dalla donna una prestazione sessuale, uno di loro, infatti, l’ha caricata in auto intorno alle 23 e l’ha portata in un’abitazione di via XX settembre, a Corsico dove, ad aspettarli, c’erano anche gli altri due muratori.
A quel punto i balordi hanno palesato le loro intenzioni. E qualche ora più tardi, consci che la ragazza non avendo un protettore teneva i suoi guadagni tutti per sé, l’hanno costretta a chiamare la sua convivente per chiederle di preparare un riscatto da 5mila euro per la sua liberazione.
L’amica, a quel punto, non ci ha pensato due volte. E all’alba di mercoledì ha chiamato il 113 raccontando come la sua convivente fosse vittima di quello strano sequestro. Tuttavia durante l’appostamento nel luogo fissato dagli egiziani per scambiare la sequestrata con il denaro portato dall’amica, sempre a Corsico, gli investigatori hanno spaventato gli egiziani, facendoli fuggire (e richiamando lì, per il trambusto creato, gente del posto e i carabinieri) a mani vuote. Così, una volta tornati in via XX settembre, per la rabbia, i tre egiziani hanno punito la moldava stuprandola per ore.
Fallito il colpo, poi, ieri mattina la prostituta - dopo essere stata rapinata del denaro che aveva con sé, di un anello e di un paio di orecchini d’oro - è stata abbandonata dai suoi tre aguzzini lungo una strada di Corsico. Più tardi, dopo il suo racconto alla polizia, venivano arrestati gli egiziani.