Sequestrata da due marocchini perché va a ballare con gli italiani

Notte da incubo vicino a Bologna per una ragazza algerina: i due volevano che stesse con i musulmani

Silvia Gilioli

da Bologna

L’hanno punita a modo loro, perché frequentava ragazzi italiani. Non lo potevano accettare, perché una brava musulmana si può vedere solo con altri arabi. Non aveva neppure un fidanzato italiano, semplicemente uscendo la sera passava il suo tempo con gente del nostro Paese. Un’operaia algerina di 25 anni, regolare con il permesso di soggiorno, è stata molestata, anche sessualmente, rapinata e sequestrata per un paio d’ore da due marocchini, che hanno voluto darle una lezione. Residente a Budrio, in provincia di Bologna, la giovane algerina è stata vittima di una notte da incubo, che ha portato in carcere i suoi due aguzzini: Abdelhadi Krima, pregiudicato di 25 anni in regola con il permesso di soggiorno e Hiham Chaab, 28 anni, pure operaio, residenti a Pieve di Cento, al confine con il Ferrarese.
Questa brutta storia comincia sabato sera, in una discoteca bolognese, il «Vivi» di San Pietro in Casale. Lei è lì, come altre volte, per trascorrere qualche ora in compagnia di due ragazzi e una ragazza italiani. I due marocchini, che lei non conosceva, notano quel quartetto atipico. La venticinquenne algerina è perfettamente a suo agio, chiacchiera, è allegra, si diverte. Nota le occhiatacce dei due nordafricani che poi, un po’ ubriachi, le si avvicinano.
«Lasciali perdere - dicono -, vieni via. Non devi stare con loro. Vieni con noi arabi». Abdelhadi Krima passa alle mani, la stringe intorno a sé, molestandola sessualmente e tentando più volte di baciarla. La ragazza si divincola, ma l’uomo reagisce portandole via la la borsetta, sempre per intimorirla, per indurla a lasciare la compagnia dei tre italiani e a mettersi con lui e il compare. Gli amici della ragazza a questo punto chiamano i buttafuori. I due operai marocchini naturalmente sono cacciati, espulsi dal locale.
Sembrava finita lì, invece a fine serata, nel parcheggio del locale, scatta l’aggressione. Un sequestro vero e proprio. Krima e Chaab caricano a forza l’algerina sulla loro Mercedes, allontanandosi verso Pieve di Cento. La tengono come prigioniera sino a notte fonda. Gli amici della ragazza nel frattempo avevano dato l’allarme. Così quando Hiham Chaab riporta a casa l’«ostaggio», a Budrio, ad aspettarlo trova i i carabinieri, che poco più tardi rintracciano anche il complice. Entrambi sono finiti in carcere, alla Dozza di Bologna, con le accuse di sequestro di persona e rapina. Il più giovane dei due deve rispondere anche di violenza sessuale, per avere tentato più volte di baciare la ragazza.