Sequestrata la strada del sesto modulo

Stop ai riempimenti di Calata Bettolo. L’inatteso arresto dei lavori arriva sottoforma di nastro bianco e rosso che sbarra idealmente la strada che porta al «sesto modulo» del porto di Voltri. Un sequestro, insomma. Un atto amministrativo che fa seguito all’intervento della polizia di frontiera nell’area dell’autorità portuale di Voltri. Il sospetto degli inquirenti è che possano essere state condotte operazioni «pericolose» dal punto di vista ambientale. Tradotto in termini spiccioli: che siano state riempite le ampie buche presenti sulla strada con materiale inquinante, secondo qualcuno addirittura con detriti contenenti fibre di amianto.
La vicenda risale a sabato scorso. E vede protagonista la Eco.Ge, la società di bonifiche ambientali già in passato al centro di polemiche che mai hanno tuttavia portato a inchieste con conseguenti condanne, incaricata di effettuare alcuni lavori sulla strada che conduce al «sesto modulo». Una strada sconnessa per via delle numerose buche che si sono formate e allargate a seguito del maltempo dell’inverno appena passato. I camion che la percorrono per andare a raccogliere i materiali di risulta e trasportarli poi a calata Bettolo per i riempimenti hanno più volte lamentato questo disagio.
L’Autorità portuale ha così deciso di bandire una gara per affidare la riparazione della strada, chiedendo alla società vincitrice (la Eco.Ge, appunto) di utilizzare materiale da cava. L’intervento della polizia ha però portato al sequestro dell’intera strada, ipotizzando che il materiale usato sia in realtà costituirà da scarti pericolosi e inquinanti. «In effetti sabato mattina è stata fermata l’attività - conferma Giambattista D’Aste, segretario generale dell’Autorità portuale - L’Arpal è stata incaricata di verificare i dubbi della polizia sul materiale utilizzato. Stiamo ancora attendendo i risultati, dovrebbero arrivare presto».
Nessuna conferma dunque sull’ipotesi circolata che siano state riscontrate tracce di amianto. Ma preoccupazione per le conseguenze del sequestro. «In questo momento siamo impegnati per rispettare le scadenze che ci siamo prefissati per Calata Bettolo - aggiunge l’avvocato D’Aste -. Naturalmente in questi giorni non è possibile lavorare, ma attendiamo di avere presto i riscontri per poter prendere le opportune contromisure e chiedere il dissequestro dell’area per riprendere l’attività».
Qualora sia invece accertata la presenza di amianto lungo la strada che porta al «sesto modulo» c’è il rischio concreto di un lungo stop per consentire una accurata bonifica della zona, secondo procedure complesse. Un’ipotesi che in Autorità portuale sperano di non dover prendere neppure in considerazione. Pena un lungo slittamento sui lavori di Calata Bettolo.