Sequestrate le case del mafioso

Un altro importante traguardo è stato raggiunto dalla Direzione Investigativa Antimafia di Genova, nella lotta per la confisca dei patrimoni di associazioni criminali di stampo mafioso frutto di attività illecite. Negli ultimi giorni, la Corte di assise di Caltanissetta, accogliendo le richieste della Dia, ha disposto la confisca dei beni immobiliari di C.R. di 50 anni, considerato elemento di spicco del clan mafioso del boss Giuseppe Madonia e attualmente in carcere per una pena di 18 anni e 6 mesi, per traffico di sostanze stupefacenti.
Il valore di mercato del patrimonio immobiliare sequestrato, composto da due appartamenti e tre locali nel centro storico di Genova e una cascina nel comune di Bosco Marengo (Al), ammonta a circa 500 mila euro.
Secondo la Dia, questi immobili erano messi a disposizione degli associati mafiosi,latitanti e non.
La proposta da parte della Dia di confisca dei beni era giunta alla Corte di appello di Caltanissetta dopo un articolato lavoro di ricostruzione del patrimonio considerato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati da C.R.
L’attività delinquenziale di C.R. è iniziata nel lontanto ’73 nella sua regione d’origine. Già nel 2000 il Tribunale di Caltanisetta, Sezione Misure di Prevenzione, gli ha applicato la misura di sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per tre anni. Misurà, però, che potrà essere applicata non appena lo stesso C.R. verrà posto in libertà.
La decisione veniva motivata con la vicinanza operativa di C.R. nel traffico degli stupefacenti con i fratelli Emmanuello, da tempo trapiantati a Genova.